Lettori fissi

lunedì 7 novembre 2016

SPUNTI DI DIDATTICA DIGITALE

Un post veloce mentre sto frequentando un corso sul Digital Storytelling nella mia vecchia cara Padova...

Mi piace l'idea di costruire in PEARLTREES una repository delle app che troviamo interessanti in rete: ce ne sono talmente tante che uno magari non si ricorda nemmeno che cosa ha usato!

Ora la professoressa Favaretto (formatrice qui al corso) sta mostrando VIDEOANT dove caricare e commentare video sezionandolo in diverse parti. I ragazzi poi possono inserire e condividere i commenti, anche semplicemente rielaborando l'idea chiave di ogni sezione. Mi pare molto interessante!

Io conoscevo EDUCANON, che ti permette di interrompere dei video (trovati in rete) e inserire un quiz relativo alla parte già visionata; un alunno per andare avanti nella visione del video deve rispondere al quiz.

Nell'ebook che trovate qui, è citato nel capitolo relativo al social reading il sito GENIUS dove inserire risorse libere (non coperte da copyright) e lasciarle al commento degli utenti punto per punto.

Recentemente ho utilizzato BLENDSPACE, che serve per costruire una lezione digitale inserendo in un mosaico di risorse che si trascinano in modalità drag&drop e a cui si può accedere con un semplice clic.
Io ho preparato una lezione di teatro inserendo tutto il materiale in un'unica pagina (a riquadri): https://www.tes.com/lessons/n-lk-fNQx37i5Q/teatro

Qui al corso stanno decantando PADLET, ma questo lo conosciamo già! Nihil novum...

Quello che mi sarebbe piaciuto sentire al corso di Digital Storytelling è come creare proprio uno storyboard con immagini e dialoghi... Forse ho qualche speranza con STORY BUILDER... Ma sono solo dialoghi, senza immagini.

Sono in fase di studio anche delle possibilità di SCRATCH, ma lì viriamo sul coding... Non è proprio banale, ecco!

Altri suggerimenti in corner per il Digital Storytelling: creazione di un blog (naturalmente!) e Google Maps tramite il racconto di una storia a partire dai luoghi. Oppure Prezi.

Mi viene anche in mente tutta una serie di app che permettono di creare linee del tempo.

Insomma, di carne al fuoco ce n'è moltissima, ma come sempre bisogna studiare molto!

A presto!

giovedì 27 ottobre 2016

APPLICANDO IL PBL...

Finalmente sto mettendo in pratica quanto imparato e progettato durante il corso on line della Teacher Academy (che avevo trovato qui) sul Project Based Learning.

Nella messa in pratica ho riaggiustato alcune fasi.

ARGOMENTO: CRISTOFORO COLOMBO ED ALTRE ESPLORAZIONI
CLASSE: seconda media (I quadrimestre: mese di ottobre, 13 ore)

Driven Question: Perché l'America fu scoperta nel XV secolo e non prima?

PRIMA LEZIONE (1 ora): lancio dell'attività, con driven question e strutturazione dei gruppi tramite jigsaw (gruppi esperti e gruppi "casa"). Attività ludica (per il team building): in qualche minuto di tempo, gli alunni si devono disporre in modo tale da formare la scritta umana "AMERICA?". Alla fine, spieghiamo perché quel punto di domanda (di solito i ragazzi sanno già che Colombo credeva di essere arrivato nelle Indie).

SECONDA LEZIONE (2 ore): focus sul metodo di studio. Lettura dei due capitoli del libro dedicati all'argomento e costruzione a coppie (all'interno del gruppo esperti) di una mappa concettuale generale; sia sulla mappa che sul libro, le informazioni utili a ciascun gruppo vengono sottolineate con lo stesso colore.
Approfondimenti assegnati ai gruppi esperti:
1) Vita di Colombo
2) Le invenzioni, le conoscenze e gli strumenti che hanno reso possibile la traversata oceanica (caravella, bussola, astrolabio...)
3) Quadro generale culturale, economico, politico del Quattrocento; le conoscenze geografiche e cartografiche di allora
4) Le conseguenze della scoperta di Colombo nel Nuovo Mondo
5) Le conseguenze della scoperta di Colombo in Europa e nuove esplorazioni


TERZA LEZIONE (1 ora): consegna da parte dell'insegnante delle mappe corrette (alcune poco efficaci); proiezione di una serie di buone mappe concettuali trovate in rete sull'argomento, che già pongono l'attenzione su alcuni concetti chiave. In gruppo, dopo la proiezione, si elencano le regole per una buona mappa concettuale.

QUARTA LEZIONE (3 ore): gli alunni nei gruppi esperti cercano informazioni e si preparano sul loro approfondimento con l'aiuto di una serie di domande guida fornite dall'insegnante. Le fonti erano enciclopedie on line, altri manuali, video... Ogni alunno ha il compito di comporre un testo espositivo sul proprio approfondimento e naturalmente di studiarlo in vista dell'esposizione nei gruppi "casa".

QUINTA LEZIONE (2 ore): esposizione nei gruppi "casa": gli altri compagni prendono appunti e poi valutano il compagno che ha esposto. Ciascuno, oltre a ricevere una valutazione dei compagni del gruppo, scrive una propria autovalutazione.

SESTA LEZIONE (1 ora): l'insegnante raccoglie le domande e i dubbi e organizza un breve ripasso per fissare i concetti fondamentali. Segue il lancio dell'attività finale: preparare nei gruppi "casa" delle recite intorno alla figura di Colombo:
1) Intervista a Colombo da vecchio;
2) Intervista a Colombo post mortem
3) Colloquio tra Colombo e Isabella di Castiglia
4) Colombo reporter: video, foto, diario di viaggio durante il soggiorno in America Centrale.
Viene condivisa la rubrica di valutazione, relativa a:
- COMPLETEZZA delle informazioni storiche utilizzate nella recita;
- CORRETTEZZA delle suddette informazioni;
- IMPEGNO E PARTECIPAZIONE dei singoli nel gruppo (con attività di autovalutazione e valutazione dei pari)
- EFFICACIA e ORIGINALITA' del prodotto finale.

SETTIMA LEZIONE (1 ora): la progettazione della recita (con brainstorming di gruppo sulle conoscenze storiche utili alla propria messinscena) e le prove; correzione degli esercizi di completamento sul libro assegnati per casa per fissare ulteriormente le conoscenze.

OTTAVA LEZIONE (2 ore): recite e verifica finale delle conoscenze, che può essere una prova oggettiva o un testo espositivo, a scelta di ogni singolo studente.

ELEMENTI CHE CONCORRONO ALLA VALUTAZIONE FINALE:
- testo espositivo sugli approfondimenti;
- attività di autovalutazione e valutazione tra pari;
- osservazione dell'insegnante;
- verifica delle conoscenze;
- prodotto finale.

Gli alunni partecipano tutti quanti all'attività proposta, con il coinvolgimento anche dell'alunno seguito dal sostegno mediante semplificazione di materiali e consegne. La maggior parte degli alunni sente la responsabilità derivante dal fatto che ciascuno nel gruppo "casa" è il solo custode di un approfondimento. Più di qualcuno ha addirittura costruito per tutti i membri del gruppo "casa" degli schemi o mappe sul proprio argomento. In pochissimi casi, l'insegnante ha dovuto sollecitare un impegno più costante e serio. C'è da dire che anche i più svogliati si sono messi a lavorare almeno in qualche fase dell'attività, perciò alla fine tutti sono riusciti a fissare i concetti fondamentali. Li ho visti invece molto coinvolti tutti quanti nella progettazione della recita finale.
Il feedback dei ragazzi rispetto a questo tipo di attività è positivo, sia in termini di utilità percepita che di "divertimento" e grado di soddisfazione a lavoro finito.

Dal punto di vista del docente, un lavoro del genere permette di focalizzare l'attenzione non solo sulle conoscenze storiche, ma anche sulle competenze sociali, organizzative e relative allo spirito di iniziativa e imprenditorialità. Volendo, si possono interpellare materie come scienze (le malattie infettive), italiano (per il testo espositivo), geografia (lettura di grafici; la storia della cartografia), tecnologia (gli strumenti tecnologici del Quattrocento e il loro funzionamento).

Il punto dolente è il tempo: è chiaro che non si può lavorare così per ogni argomento di storia, ma si deve operare una selezione.

domenica 16 ottobre 2016

COME STA ANDANDO...

Ecco come sta andando il laboratorio di lettura e scrittura nella mia classe.

I miei alunni stanno leggendo tanto, si consigliano a vicenda e si scambiano libri, si sentono liberi di abbandonare un libro e di sceglierne un altro se non hanno voglia di continuare.
Non ho ancora iniziato in modo rigoroso un'attività di guida alla lettura sul modello di Notice & Note, ma una volta a settimana circa chiedo un report di lettura con consegne sempre diverse (l'ultima richiedeva di mandare un'email al protagonista o a un personaggio della storia per commentare l'ultimo episodio letto).
Chi finisce un libro, mi scrive voto e giudizio motivato, con commenti e riflessioni.
Continuiamo a leggere insieme in classe Dieci piccoli indiani della Christie, un po' a rilento, devo dire, anche perché dobbiamo ancora prendere confidenza coi i vari personaggi: ho proposto di appendere dei cartelloni con le carte d'identità di tutti quei personaggi per guidare la lettura. Anche questo è un modo (informale) per lavorare sul metodo della lettura consapevole, no?
Ovviamente, ogni volta che non sappiamo il significato di una parola o la posizione di un luogo, andiamo a cercarla (o qualcuno si incarica di farlo).

Insomma, non siamo ancora a regime, ma col laboratorio di lettura siamo a buon punto e i ragazzi sono soddisfatti, a quanto dicono.

Sono più indietro col laboratorio di scrittura, e sinceramente ho un po' di ansia per questo!
I ragazzi si ritrovano a scrivere tantissimo e soprattutto a riscrivere gli stessi pezzi, soprattutto report di lettura e recensioni: li scrivono sui fogli etichettandoli con il numero della bozza, io li correggo e do dei suggerimenti per sistemare, ampliare, revisionare... I ragazzi riscrivono e mi consegnano la vecchia e la nuova bozza. Alcuni sono arrivati a riscrivere lo stesso testo 4 volte! Però il risultato è fantastico: mai come quest'anno sono riuscita a far capire loro che scrivere significa pensare, ragionare, revisionare di continuo, non certo buttar giù di getto i primi pensieri che sfiorano la mente... Io stessa mi accorgo del loro processo di scrittura e monitoro i loro passi nella revisione. Su un foglio mi annoto un giudizio da A ad E sul loro scritto e metto una freccetta per indicare che attendo una riscrittura del testo. Alla fine metterò un unico voto sul registro per l'attività degli esercizi di scrittura (naturalmente premiando la costanza, l'impegno e il processo di miglioramento di ciascuno).

Ho lanciato la mia prima minilesson sul genere giallo (visto che stiamo leggendo la Christie); come "mentor text" ho usato l'unico decente sulla mia antologia, cioè "La mano" di Guy De Maupassant, piaciutissimo agli alunni, ma con soluzione sospesa. Perciò ho chiesto loro di provare a trovarne una e a risolvere il caso, o almeno di aggiungere un altro tassello al mistero.
Come alternativa, possono scrivere un pezzo alla A. Christie presentando alcuni personaggi con la modalità particolare con cui li presenta la scrittrice nel libro che stiamo leggendo.

Il punto dolente è che ancora non ho introdotto il discorso del taccuino dello scrittore e dei territori di scrittura, che è fondamentale nel metodo Atwell-Poletti. Il fatto è che non ho ancora avuto tempo, e le attività che ho proposto si incalzano e si richiamano, perciò introdurre delle attività nuove è difficile!

Siccome è ottobre inoltrato e servono voti, ho pensato di correre ai ripari in questo modo: uno dei testi da inserire nel registro sarà una recensione o un bel report di lettura, che farò scrivere in bella copia su foglio protocollo con all'interno tutte le bozze, il tutto da valutare con rubrica di valutazione ad hoc; il secondo "tema" sarà un esercizio di scrittura su un genere letterario (spero anche più di uno); il terzo "tema" mi auguro di riuscire a renderlo davvero libero introducendo il discorso del taccuino (ma anche se sarà a dicembre/gennaio non sarà un grosso problema).

La settimana prossima introdurrò l'uso del block notes così come mi ha insegnato la mia amica Silvia: finora ho gestito l'attività di scrittura sui fogli a buchi, nella sezione "esercizi e compiti", ma ora che hanno capito che cosa li aspetta (scrittura e riscritture!), posso chiedere di usare il blocco dove potranno scrivere le loro bozze lasciando uno spazio tra una riga e l'altra e intervenendo sul testo con penne di colore diverso.
L'idea era quella di usare il blocco a seguito dell'avvio della compilazione del taccuino dello scrittore, ma... è andata così! Pazienza!

La mia paura è solo quella della dispersione: i fogli a buchi si rinfilano nel quaderno, i fogli del blocco temo facciano una brutta fine con certi alunni! Se mai invito i ragazzi a provare per vedere come si trovano, poi decideremo insieme il da farsi.

Comunque ciò che mi dà forza è la motivazione dei ragazzi: mi hanno già detto che sono contenti di avere tempo di scrivere in classe e pare loro di scrivere molto più dell'anno scorso (e sì che anche l'anno scorso davo da scrivere almeno un testo a settimana!). Ho spiegato loro che non siamo ancora proprio entrati nel vivo del metodo, ma che comunque ne abbiamo già capito il fulcro: il lavoro sulla scrittura come processo.

Chiedo ai miei colleghi del co-teaching nel mitico gruppo Facebook "Italian Writing Teachers": voi come fate a gestire le minilessons con esercizi di scrittura correlati (per esempio sui generi letterari) e la scrittura libera sulla base del taccuino? Ci state coi tempi? Io trovo difficile anche destreggiarmi tra lettura e scrittura, perché mi pare di non avere mai abbastanza tempo!

Grazie e a presto!

domenica 2 ottobre 2016

LA LETTURA IN CLASSE E A CASA

Ecco qui i primi passi del laboratorio di lettura (dopo la lezione introduttiva).

Ho chiesto ai ragazzi di portare a scuola un libro che stavano leggendo o che avrebbero avuto intenzione di leggere e/o un libro che avevano amato e quindi da consigliare ai compagni (meglio se si trattava di un libro letto per le vacanze e già presentato nelle "book conferences" di inizio anno).

In classe abbiamo assegnato a ciascuno un libro da leggere, di modo che tutti ne avessero uno sotto mano. Io mi sono segnata tutti i titoli per avere sotto controllo chi sta leggendo che cosa.

A quel punto ho dato 15 minuti in cui ciascuno si leggeva il proprio libro. Mai avuto un silenzio così in classe, un silenzio produttivo!

Ho dato lo stop e ho chiesto quante pagine avessero letto in quei 15 minuti: ovviamente mi sono segnata il numero di pagine lette da ciascuno e anche a che pagina fossero arrivati. Come compito per casa ho chiesto di leggere almeno mezzora, quindi mi aspetto che leggano il doppio delle pagine lette in classe.

Porterò avanti in questo modo il laboratorio di lettura: da una parte incentiverò la lettura quotidiana di libri personali (segnandomi sempre il numero di pagina raggiunto) e ne controllerò lo svolgimento tramite attività in classe di comprensione (per iscritto) e di confronto tra pari (orale) su quanto letto (le domande che porrò sono di volta in volta l'episodio più significativo che è successo, la presentazione di un personaggio, le previsioni su come proseguirà la storia, etc...). Alcuni spunti per possibili domande si possono trovare qui. Alla fine, potrò chiedere la recensione scritta o orale del libro letto: orale se il libro è piaciuto e lo si vuole consigliare agli altri, scritta se svolta in modo un po' alternativo, secondo i suggerimenti che si possono trarre qui.
Dall'altra parte, ho iniziato la lettura in classe del testo di A. Christie, Dieci piccoli indiani: lo leggo io ad alta voce, i ragazzi si appuntano su un foglio dedicato parole non note, nomi geografici, aggettivi che li copliscono... L'idea è di lavorare sulla lettura consapevole in classe fornendo un modello per le proprie letture personali. Quindi anche in questo caso si discuterà, ci si confronterà sulle previsioni, etc... Naturalmente questo libro mi permetterà di affrontare il genere giallo, che poi vedremo anche sull'antologia.

Proseguendo nelle attività, dovrò stare attenta a coordinare tutte le attività di lettura e scrittura... Non sarà facile! Sarà che sono solo all'inizio, perciò la cosa mi spaventa un po'... Forse, però, riesco a coinvolgere un collega! Chissà!

Lezione introduttiva al laboratorio di lettura e scrittura

Finalmente ho introdotto il laboratorio ai miei ragazzi di seconda.
Ho utilizzato questo file di mia creazione, nel quale ho inserito il link del cortometraggio "I fantastici libri volanti di Mr Morris Lessmore", che è piaciuto moltissimo e che ho conosciuto tramite il mitico gruppo Facebook degli insegnanti di italiano guidati dalla prof.ssa Poletti Riz.

In realtà la lezione non è andata proprio come avevo programmato, perché gli imprevisti sono sempre all'ordine del giorno: visto che nel nostro plesso c'è un solo proiettore per le 6 classi presenti (ci sarebbero anche delle LIM in alcune classi, ma inutilizzabili o mezze rotte), benché l'avessi prenotato io, l'ho condiviso con un'altra collega, perciò l'ho avuto a disposizione solo per mezzora, praticamente!

Quindi mi sono regolata così: ho mostrato il cortometraggio e ci abbiamo riflettuto sopra a caldo; poi ho proiettato la parte pratica con la suddivisione del quaderno. L'attività di riflessione scritta sulla lettura l'ho data per compito, dando il link del padlet solo per dar la possibilità di leggere le domande guida nel titolo del padlet stesso.
La lezione successiva, abbiamo letto in classe le riflessioni personali e io le ho trascritte in sintesi sul padlet. Poi ho ritirato gli scritti per correggerli e dare un giudizio (una lettera da A ad E) da inserire nel mio quaderno. Il giudizio non è riportato sul loro foglio, ma lì ho scritto solo dei suggerimenti per rivedere e migliorare il testo (a loro discrezione). Nella prossima lezione di laboratorio, spiegherò la "torta dello scrittore" con le varie fasi di scrittura: in quell'occasione, mostrerò come scrivo io un testo con argomento suggerito da loro, facendo vedere come si usa il block notes. A quel punto, nel tempo rimanente i ragazzi potranno mettere in pratica il metodo sul loro testo sulla lettura oppure scrivere le loro impressioni/paure/aspettative sul metodo e sul loro modo di scrivere.

Non vedo l'ora di entrare nel vivo del laboratorio, anche perché man mano che agisco mi chiarisco anch'io le idee!

giovedì 22 settembre 2016


LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA

In agosto, grazie alla mia bravissima collega e amica Silvia Pognante, sono venuta a conoscenza di un nuovo metodo laboratoriale di insegnamento dell'italiano di provenienza americana (in particolare dall'estro dell'insegnante Nancie Atwell), che è stato adattato al contesto italiano dalla docente Jenny Poletti Riz (generosissima e attivissima anche sul fronte delle nuove tecnologie).

Naturalmente, dopo un periodo di studio e di scoperta che mi ha certo confuso e spiazzato (tipica fase di destrutturazione delle proprie convinzioni e conoscenze a cui poi fa seguito – si spera – una ristrutturazione!), è sorta la voglia irrefrenabile di provare il metodo in classe.

Tuttavia, avrei avuto bisogno di almeno un altro mese di studio e di riflessione, ma settembre è arrivato in fretta, carico di impegni scolastici e anche personali (un rapido trasloco in tante case diverse, una gravidanza, il primo figlio da gestire, etc...).

Con calma e grazie al preziosissimo aiuto di Silvia (che non ringrazierò mai abbastanza), sono riuscita lo stesso a rielaborare almeno alcuni spunti del metodo proposto e adattarli alla mia classe (una seconda media) e alla mia situazione (nel II quadrimestre arriverà la supplente!).

Scrivo qui le mie elucubrazioni, sia per chiarirmi definitivamente le idee sia perché magari possono essere utili a qualcuno che si trova al mio stesso punto.


LABORATORIO DI LETTURA E SCRITTURA (3 ore alla settimana, da gestire in modo flessibile a seconda delle esigenze; le altre ore di Italiano servono per 2 lezioni di grammatica e 1 di letteratura. Le due ore del tempo prolungato mi servono per lavorare sul testo teatrale e sulla costruzione di un copione da mettere in scena a partire da alcune novelle del Boccaccio. Sempre di lettura e scrittura si tratta!)


MATERIALI:
  • quaderno ad anelli con fogli, separatori e buste trasparenti
  • blocco a righe con colla sul lato superiore, da utilizzare solo sul fronte (no retro)
  • penne nere, blu, rosse
  • antologia
  • libri vari di narrativa dell'insegnante e degli alunni


LA LETTURA:
  1. Attività di “Book conferences” (già svolta con successo): i ragazzi, che avevano dei libri di narrativa da leggere per le vacanze di diversi generi letterari, hanno presentato ai compagni (ai quattro angoli della classe) il libro più gradito, seguendo un modello fornito dall'insegnante (titolo e nome dell'autore, genere di appartenenza, trama a grandi linee per incuriosire gli altri, voto e giudizio personale, brano o frase più significativi). Gli ascoltatori dovevano segnarsi titolo e autore e, al termine della presentazione, scriversi una nota di commento (“Da leggere!”, “Non mi ispira”, “Non è il mio genere”, “Interessante”...). Alla fine, ciascuno evidenziava i tre libri che avrebbe voluto leggere. Devo dire che l'attività ha funzionato, tanto che qualcuno ha già chiesto dei libri in prestito!
  2. Scambio di libri: tra di loro i ragazzi si prestano i libri che desiderano leggere.
  3. Ciascuno legge, come compito per casa, il proprio libro per 30 minuti al giorno, segnandosi il numero di pagine lette (REPORT DI LETTURA). Durante le lezioni dedicate alla scrittura oppure come altro compito per casa settimanale, si chiederà di rispondere ad una domanda sul testo che si sta leggendo (per esempio: che idea ti sei fatto del protagonista? Come proseguirà la storia, secondo te? Qual è l'episodio chiave della parte che hai letto finora? C'è qualcosa che è ancora inspiegato, lasciato in sospeso? Che ne pensi? In che cosa ti è simile o completamente diverso il protagonista rispetto al carattere?).
  4. In classe ogni mese si affronta un genere letterario (a settembre/ottobre il giallo; a novembre paura/horror; a dicembre fantasy o avventura; a gennaio fantascienza, che compare nell'antologia), attraverso la lettura da parte dell'insegnante di un libro ad esso afferente. Noi iniziamo con Dieci piccoli indiani della Christie, perché è un classico del giallo che nessuno in classe ha ancora letto. Poi credo che leggerò Dracula di Stoker per paura/horror, Frankenstein per la fantascienza e ancora non so per l'avventura o il fantasy (forse Le cronache di Narnia, se nessuno le ha lette, almeno il primo libro della trilogia).
    L'idea è quella di leggere qualche pagina ogni giorno (magari 10-15 minuti) e poi, durante le ore di laboratorio, creare discussioni, confronti a gruppi o momenti di scrittura relative al libro e anche al genere cui appartiene.
  5. Devo ancora decidere se richiedere o meno una recensione scritta sul libro personale o sul libro letto insieme: da una parte servirebbe molto banalmente per raccattare voti e come esercizio di scrittura, dall'altra, però, non vorrei che andasse a inficiare il raggiungimento dell'obiettivo di accrescere il gusto di leggere... L'alternativa potrebbe essere di far pubblicare le recensioni su un blog di classe, ma non mi sembrano granché attirati dall'idea... Potrei semplicemente farmi consegnare tutto il lavoro di scrittura che accompagna la lettura del libro e valutare quello. Inoltre, sarebbe bello dare la possibilità ogni tanto a chi volesse consigliare un libro di parlarne in classe tramite una recensione in forma orale.

LA SCRITTURA:
  1. Quaderno di italiano ad anelli con queste sezioni:
  • Le mie letture (ogni libro ha un fascicolo a sé stante, con report di lettura e attività varie; il tutto si conclude con voto e giudizio motivato sul libro; qui si raccolgono le attività sulle letture personali e sulle letture di classe);
  • I desiderata (elenco dei libri che si desidera leggere);
  • Una parte dedicata al lessico e agli esempi di buona scrittura ricavati da sé (magari divisi in schede a tema: la descrizione di persona, di luogo, di oggetti; verbi efficaci...);
  • taccuino dello scrittore con spunti, idee, territori dello scrittore, attività-stimolo... (preferisco per ora dedicare a questa attività una sezione del quaderno piuttosto che far utilizzare un vero taccuino: poi magari lancio l'idea e vediamo chi aderisce!);
  • Minilessons (anche relative a generi e tipologie testuali, con ausilio di testi modello) con pagine numerate e indice iniziale;
  • Pagina degli esercizi per impratichirsi sulle tecniche studiate nelle minilessons, sulla comprensione dei testi affrontati...
  • Appunti di letteratura;
  • Esercizi di grammatica (sezione associata a un quaderno delle regole cartonato iniziato già l'anno scorso);
  • Buste trasparenti dove inserire le bozze dei testi scritti in classe.
    N.B. Siccome un quaderno del genere è un po' pesantino da portare avanti e indietro nello zaino, io proporrei di tenerlo nell'armadio di classe e di far piuttosto portare una cartellina dove inserire di volta in volta i fogli che servono per eventuali compiti a casa o per lo studio.
  1. Il laboratorio di scrittura viene presentato come una serie di attività a sostegno delle letture che affrontiamo, della comprensione dei testi (anche dell'antologia), dell'apprendimento del lessico, delle tecniche e del processo di scrittura, delle tipologie testuali e dei generi. Ciò che va evidenziato è che non si scriverà più a partire da una traccia proposta dall'insegnante, ma a partire dai propri territori di scrittura e dall'esigenza di comunicare emozioni relative ai testi letti.
  2. Quando si inizieranno a scrivere i testi, le bozze dovranno essere scritte su un blocco a righe, su una sola facciata, con un'interlinea abbondante per le fasi di revisione. Si scrive la prima volta in nero, prima revisione (contenutistica) in blu, seconda revisione in rosso (ortografia, lessico). Se si vuole aggiungere un paragrafo, si fa l'asterisco e si aggiunge dietro il foglio (ecco perché va lasciato libero). Le bozze vanno lasciate a scuola, perché alla fine saranno valutate come temi di italiano (con rubriche di valutazione che tengano conto dell'intero processo di scrittura) e raccolte dall'insegnante.
  3. Durante il laboratorio di scrittura, il tempo sarà dedicato di volta in volta a spiegare e poi mettere in pratica una minilesson oppure a curare le proprie bozze oppure a chiedere consulenze a insegnante o ai compagni. L'insegnante deve tenere un registro delle attività dei singoli alunni, di modo che sappia sempre che cosa ciascuno di loro sta facendo. La regola è comunque che devono consegnare almeno un testo finito al mese (non necessariamente tutti insieme, ma quando si sentono pronti). L'insegnante ne dà una prima lettura e riconsegna il testo con suggerimenti di correzione. La seconda consegna è quella che andrà valutata e inserita nelle cartelle delle verifiche. Successivamente, si potrà copiare per casa al pc il proprio testo per averne copia digitale da conservare. Questo per tutelarci dalle incursioni genitoriali! Il testo deve essere frutto di elaborazione personale per essere valutato come tema...
  4. Durante il laboratorio, i ragazzi si dispongono a isole: l'insegnante può passare tra i ragazzi dedicando qualche minuto a ciascuno di loro ma sempre controllando che cosa stanno facendo gli altri seduti vicino.


LE STRATEGIE DEL BUON LETTORE (da applicare in modo esemplare sull'attività di lettura di classe insieme all'insegnante, e poi da applicare autonomamente nelle letture domestiche):
  • Non ho capito bene: rileggo e al limite metto un punto interrogativo
  • Non conosco il significato di una parola: la cerco e me la scrivo
  • Si parla di un luogo che non conosco: vado a vedere dov'è sulla cartina o su Google...
  • Viene introdotto un nuovo personaggio: ne sottolineo il nome e me lo immagino (anche con un disegno)
  • Mi faccio un'idea dei personaggi presentati finora: che tipi sono? Mi somigliano? Sono diversi da me?
  • Passaggio-chiave nella storia! Me l'aspettavo? Come andrà avanti la storia?
  • Frasi significative su cui sono d'accordo con l'autore oppure in completo disaccordo.
  • Riflessioni sulla storia, sul comportamento dei personaggi...
  • Le descrizioni che vorrei saper scrivere io!
  • Le parole che mi affascinano e che vorrei usare io nei miei testi
  • Voto e giudizio finale sul libro


LE MINILESSONS DI SCRITTURA: IDEE
  • caratteristiche di generi letterari e tipologie testuali con testi modello presi anche dall'antologia
  • il processo di scrittura (la torta dello scrittore)
  • Stimoli alla scrittura personale (la mano, il cuore, mi piace/non mi piace...)
  • La descrizione efficace di un luogo pauroso
  • Emozioni e sentimenti rendono più efficace la scrittura
  • Discorso diretto/indiretto
  • Un buon incipit
  • I verbi sensoriali (? da approfondire)
  • Le figure retoriche
  • I più comuni errori di ortografia
  • La virgola

DIDATTICA TRADIZIONALE:
  • L'uso dell'antologia per leggere degli spunti dedicati ai generi e alle tipologie testuali che prenderemo in esame;
  • L'ora di letteratura (la faccio perché i ragazzi hanno voglia di leggere qualche passo dell'Inferno dantesco), anche se cercherò di lavorare anche lì sulla scrittura creativa;
  • Magari uno o due temi tradizionali dedicati all'avventura, alla descrizione di luoghi di paura o alla recensione di qualche libro letto;
  • La grammatica (ahimè!), anche se sto cercando il modo di renderla più divertente (giochi, aggancio ai testi...). Per esempio, mi è venuto in mente che per individuare il soggetto potrei provare il giochino di sostituzione della parola SOGGETTO con il nome che ha questa funzione, creando un indovinello.
    Es. IL SOGGETTO lava i piatti tutti i giorni. Il SOGGETTO viene riempito e poi svuotato continuamente. Mi piace IL SOGGETTO, perché mi fa fare meno fatica. Che cos'è?
    I ragazzi, se preparano loro gli indovinelli, devono togliere il vero soggetto e sostituirla con la parola “SOGGETTO”, perciò hanno modo di lavorare su questa funzione logica sotto forma di gioco... Per quanto riguarda l'analisi grammaticale, qualche attività divertente è riportata nel dizionario di scrittura creativa. Comunque, l'impostazione resta tradizionale, ma spero di riuscire a trovare gli anni prossimi una via diversa.

venerdì 12 agosto 2016

Idee per l'anno prossimo: teatro e grammatica attiva. Consigli?

Stanotte non riesco a dormire, così ho deciso di buttar giù tutte le idee didattiche che mi frullano in testa.
Il problema è che è tutta l'estate che studio e leggo qua e là tante cosucce interessanti che mi aiuterebbero a innovare la didattica: il PBL, il coding, varie applicazioni digitali, la scrittura creativa della Atwell e la lettura col metodo "Notice and note"...
Ma ora sono molto confusa, perché non ho il tempo di studiare tutte queste cose per bene (un po' sono stanca e vorrei davvero staccare il cervello prima di settembre, un po' perché ho il mio figlioletto terremotino da seguire), però vorrei, dunque sto accumulando una certa ansia...
In più ci sono altre idee mie personali che vorrei applicare, e ora le scrivo sperando di ricevere dei consigli.

IDEA 1: TEATRO
Vorrei proporre come laboratorio pomeridiano del I quadrimestre (orario prolungato) per tutte e tre le classi (I, II e III media) la messa in scena di un'opera teatrale. Vorrei che i ragazzi si accostassero a un testo vero, magari un po' rivisitato, piuttosto che creare un testo loro come scrittura creativa... Penso che per loro sia importante accostarsi al bello della letteratura, come mi ha insegnato in passato il mio saggio collega di musica.
Ma quale testo? Non ho idee, se non il classico Goldoni, ma non vorrei fosse troppo difficile, anche perché io non ho alcuna esperienza in fatto di teatro, e non credo nemmeno i miei colleghi, perciò serve qualcosa di semplice, a meno che non ci facciamo seguire da un esperto esterno...
Mi era venuto in mente anche Shakespeare, magari una commedia, così si potrebbe leggere qualcosa in originale e poi in italiano lavorare sulle traduzioni...
HELP!

IDEA 2: GRAMMATICA "ATTIVA"
Mi piacerebbe rendere più leggere le lezioni di grammatica, quindi mi era venuto in mente di legare la materia alla ginnastica. Non so, scrivere delle frasi su cartoncino e chiedere agli alunni, divisi in squadre, di ritagliare le parole e di inserirle nella scatola giusta (nomi, verbi, aggettivi... oppure diversi tipi di verbi...) dopo aver superato un percorso a ostacoli.

Un'altra idea che mi era venuta per l'analisi logica era quella di ritagliare tanti sintagmi (anche presi da testi veri), distribuirli e assegnare ad alcuni alunni il ruolo di soggetto, predicato, oggetto... Loro dovrebbero vagare in giro pee l'aula, inventare frasi coi sintagmi dati e far reggere il cartoncino con il sintagma che per esempio fa da soggetto al ragazzo col ruolo del soggetto e così via...

Oppure (se avessi la Lim sarebbe più semplice) creare delle schede grammaticali da far riempire ai ragazzi con degli esempi tratti dai testi che leggono. Es. gli usi dell'imperfetto: la durata, la reiterazione, etc... Si leggono dei testi al passato e si registrano degli esempi per ogni uso.

Il mio sogno sarebbe quello di lavorare sulla grammatica attraverso la lettura di testi, non sui manuali coi soliti esercizietti...

Spero di ricevere dei consigli dai colleghi!
Ora provo a dormire: chissà che scrivere mi abbia fatto bene! Notte...

lunedì 18 luglio 2016

APPLICAZIONI DA ESPLORARE...

Ora mi trovo a Treviso, all'Istituto Tecnico Riccati-Luzzatti, a un workshop per animatori digitali del Veneto incentrato sulla presentazione di alcuni progetti di Avanguardie Educative.

Gli spunti sono tanti, soprattutto relativi ad alcune applicazioni interessanti, come per esempio LINOIT, che funziona come Padlet, ma è organizzato tramite post it colorati, perciò può essere più utile per fare l'attività del blackboard sharing. Oppure GOCONQR, che è un pacchetto di applicazioni (Mindmap, Flashcard...) disponibili in un'unica piattaforma.

Conoscevo già un'altra valida app per creare i gruppi in classe: TEAM UP.

Gli esempi di progetti didattici che ho visto oggi (della docente Maria Luisa Faccin di Mestre) si sposano molto con la metodologia del PBL che ho appena studiato: progetti anche belli corposi ma basati sull'osservazione della propria realtà. Gli studenti hanno tasks veramente stimolanti e sono chiamati a prendere diverse decisioni. Bello!

Ho sentito da un collega animatore digitale ottime referenze sul MOOC sul Coding del professor Massimo Bogliolo, naturalmente gratuito. Io mi sono già iscritta!

giovedì 7 luglio 2016

Educazione alla legalità

Il corso sul PBL (Project Based Learning) di "Teacher Academy" che ho appena frequentato e il metodo del Design Thinking appreso un paio d'anni fa tramite la partecipazione al concorso del sito www.innovazioneinclasse.it mi stanno facendo venire idee su un'eventuale unità di apprendimento sull'educazione alla legalità da attuare nella mia futura seconda.

Come comune cittadina, mi rendo conto che molte persone che incontro per la strada hanno pochissima coscienza civica. Tanti saltano le file, parcheggiano a casaccio (anche su marciapiedi e piste ciclabili), sporcano per terra, fanno chiasso in orari o luoghi non adatti... Magari sono "brave persone", però mancano di un briciolo di attenzione alle esigenze degli altri: non ci pensano o le minimizzano.

Anche i miei alunni, che sono bravi bambini ed educati, spesso riducono la classe in un porcile (cartacce per terra, fazzoletti, scritte sui banchi...), dando per scontato che poi qualcun altro pulirà per loro. Il giardino dopo la ricreazione è inguardabile: io mi chiedo che cosa costi buttare le cartacce nel cestino anziché abbandonarle sull'erba! Eppure...

Mi piacerebbe allora focalizzare l'attenzione su questi aspetti facendo accrescere negli alunni la consapevolezza del proprio ruolo come cittadini.

Mi frullano per la testa un po' di idee:
- fotografie del loro ambiente tutto insozzato;
- ricerca e documentazione fotografica di altri segni di inciviltà rintracciabili nel territorio;
- emozioni e riflessioni legate a queste foto (mi disgustano? Perché? Dov'è il problema?)
- Driven question: come diventare cittadini più attenti e come sensibilizzare gli altri?
- Brainstorming per raccolta idee
- PRODOTTI/AZIONI:

  • inscenare gesti che possono provocare disagi o fastidi negli altri (ad esempio: parcheggio sulla pista ciclabile; io vado via, ma che cosa può succedere a chi sta arrivando con la bici e trova la mia auto in mezzo? Quali conseguenze potrebbero esserci per gli altri e per me a seguito della mia infrazione?)
  •  organizzarsi come se fossimo i responsabili della pulizia nel nostro Comune: se qualcuno sporca, dovrò utilizzare il mio budget per ripulire piuttosto che per organizzare un torneo per i bambini del territorio...
  • realizzare video per sensibilizzare gli altri... Anche slogan pubblicitari (ad es. "Mettiti nei panni degli altri" o simili...)

- apertura all'esterno: lettera alla DS e ai genitori o agli altri alunni per informarli su un evento di sensibilizzazione; lettera aperta al giornale...

- possibili collaborazioni tra insegnanti:

  • italiano ed educazione alla cittadinanza
  • tecnologia (realizzazione video...)
  • scienze (importanza dell'igiene)
  • lingue straniere (video o brochure multilingue)
  • arte (fotografia; il senso del bello versus il degrado nella percezione dei ragazzi)

- OBIETTIVI:

  • competenze sociali e civiche
  • spirito di iniziativa e imprenditorialità
  • competenze digitali
  • competenze linguistiche (produzione scritta in italiano e in L2)
  • conoscenze tecnico-scientifiche
- FOCUS SU ITALIANO:
  • la lettera formale / informale / aperta
  • testo regolativo / espositivo
  • lettura e comprensione di testi relativi al tema scelto
  • produzione orale
- VALUTAZIONE:
  • disciplinare: voto sui testi prodotti durante il lavoro (orali e scritti) tramite rubriche; relazione finale sul lavoro svolto (riflessioni su di sé durante il lavoro);
  • competenze: valutazione e autovalutazione con rubrica;
  • dell'efficacia del lavoro svolto: la classe è più attenta nell'utilizzo degli spazi? Osservazione dell'insegnante e dei ragazzi.
ALTRE IDEE???
Sarebbe bello trovare il modo di collaborare col Comune o con i genitori...
Significativo durante il lavoro di ricerca sarebbe l'incontro coi vigili di Portogruaro... Far capire che le cose non si devono fare o non fare solo per paura della multa...



lunedì 4 luglio 2016

LEARNING DESIGNER

Sto frequentando un corso on line di Project Based Learning (PBL) nella piattaforma "The teacher academy" e devo dire che è abbastanza interessante, soprattutto come aggiornamento sulle migliaia di app utilissime per la didattica che si trovano in rete.
Stimolante il fatto che i partecipanti provengano da tutta Europa (e non solo!) e che siano chiamati di continuo a interagire fra loro.
Il corso è tutto in inglese, quindi è una bella sfida per chi come me sta rinfrescando da poco l'inglese conosciuto a suo tempo a livello scolastico!

Qui rendo pubblica la mia unità di apprendimento (ancora ci sto lavorando, ma l'impostazione c'è) da affrontare in storia in seconda media sulla scoperta dell'America: https://v.gd/pKeVG8

Il programma si chiama Learning Designer e permette di costruire e di condividere unità di apprendimento a partire da una "driving question" secondo il metodo PBL.

Naturalmente la registrazione al sito è gratuita.


venerdì 1 luglio 2016

E VAI COL JIGSAW!!!

Uno dei miei ultimi esperimenti di apprendimento collaborativo prima della fine dell'anno scolastico è stato il tanto temuto jigsaw: mi ha sempre spaventato la complessità del procedimento, ma finalmente mi sono buttata ottenendo buoni risultati!

Volevo affrontare in modo rapido, fissando solo i concetti fondamentali, la crisi del Trecento in Storia, perché poi l'anno prossimo riprenderò il concetto di crisi della mentalità medievale con Umanesimo e Rinascimento, Boccaccio (a confronto con Dante) e le scoperte geografiche del Quattrocento.

Per me era fondamentale che i ragazzi capissero che nel Trecento il sogno di un unico grande potere universale (in mano a Chiesa o Impero) era tramontato, perché al suo posto si erano fatti strada gli Stati nazionali. Poi i singoli eventi storici (la peste, la guerra dei cent'anni, etc...) si prestavano all'approfondimento personale e alla curiosità dei singoli.

Allora ho deciso di procedere in questo modo:

- ho proiettato col videoproiettore uno schema di sintesi di tutta la crisi del Trecento con una lezione frontale di 30 minuti per dare agli studenti la cornice entro cui inserire gli approfondimenti a cura dei vari gruppi;

- ho identificato 5 approfondimenti da assegnare ai gruppi:

  • peste
  • Bonifacio VIII versus Filippo il Bello
  • Guerra dei Cent'anni
  • nascita delle monarchie nazionali in Europa
  • Comuni / Signorie / Stati regionali in Italia
- ho quindi organizzato due tipologie di gruppi:

  • "gruppi esperti": 5 gruppi da 4 membri dove gli alunni studiano l'approfondimento assegnato
  • "gruppi casa": 4 gruppi da 5 membri, ognuno dei quali appartenente a un diverso "gruppo esperto"
Nella formazione dei "gruppi esperti" ho tenuto conto che alcuni argomenti erano più semplici di altri (per esempio la peste o la Guerra dei cent'anni dove affascinante era la figura di Giovanna D'Arco);

- ho spiegato ai ragazzi come funzionava il jigsaw e ho comunicato i gruppi;
- ho cominciato a far lavorare il "gruppo esperti" con la guida di una consegna specifica (2 ore); per casa ogni singolo "esperto" doveva prepararsi bene per l'esposizione ai compagni del "gruppo casa", creando anche una propria mappa o uno schema di supporto per la spiegazione;
- la lezione successiva (3 ore), ho lasciato una mezzoretta ai "gruppi esperti" per ripassare insieme e confrontare i propri materiali (c'erano state anche delle persone assenti la volta precedente che avevano dovuto recuperare, inoltre in questa sede ho mostrato i brevi video di sintesi della Zanichelli perché nella lezione precedente erano sopraggiunti problemi tecnici), poi ho dato il via al lavoro dentro i "gruppi casa": all'interno di essi, chi spiegava doveva cercare di essere il più chiaro possibile e far sì che tutti i suoi compagni prendessero appunti, mentre gli altri alla fine dell'esposizione dovevano concordare con lui una valutazione utlizzando questa rubrica valutativa. Naturalmente, le valutazioni sono state consegnate all'insegnante;
- siccome mi ero accorta che non tutti gli argomenti erano stati perfettamente compresi da tutti gli "esperti" e c'erano stati dei fraintendimenti, ho dedicato un'ulteriore ora per il chiarimento dei dubbi con l'aiuto dei gruppi "esperti", i quali venivano a turno interrogati da tutti gli altri compagni (ma stavolta erano tutti insieme a disposizione dell'intera classe e non uno per ogni singolo "gruppo casa") e se necessario supportati dall'insegnante;
- come attività valutativa finale, inizialmente avevo previsto la somministrazione di un test su tutti gli argomenti per testare le conoscenze, ma poi, considerando che avevo avuto sufficienti strumenti valutativi e che era ormai fine maggio e i ragazzi erano stanchi per una verifica tradizionale, ho provato qualcosa di un po' più divertente e stimolante per loro. Ho rimescolato tutti i gruppi e ho assegnato ai nuovi gruppi la predisposizione di una scenetta riguardante uno dei cinque argomenti che nessuno dei membri del gruppo aveva studiato in qualità di "esperto". La consegna era questa. Al termine di ogni scenetta, i compagni la valutavano tenendo conto del rispetto della consegna, della chiarezza e correttezza delle informazioni, della completezza, dell'originalità e creatività. Tempo impiegato: 2 ore.

TEMPO EFFETTIVAMENTE IMPIEGATO: 9 ore. Le lezioni sono state concentrate in una settimana, per rendere il lavoro intensivo.

OSSERVAZIONI E RISULTATI:
L'attività è risultata molto gradita ai ragazzini: in un feedback conclusivo, mi hanno elencato tutti i punti di forza, a loro avviso, di un lavoro come questo:
- i gruppi esperti, lavorando insieme su diverse tipologie di materiali, hanno compreso meglio i concetti;
- le spiegazioni sono avvenute entro piccoli gruppi, quindi era più semplice seguirle rispetto alla lezione frontale "in plenaria" dell'insegnante;
- non era un'unica grande spiegazione, ma tante piccole "sottospiegazioni" assegnate ad alunni diversi;
- ogni singolo alunno ha potuto prendersi il proprio spazio per spiegare agli altri il proprio argomento senza rischiare di venire interrotto dal saccentone di turno che spesso in classe ruba la parola al più piccolo cenno di insicurezza;
- ognuno si sentiva responsabile nei confronti degli altri membri del "gruppo casa": c'era chi era tutto agitato e aveva veramente ripetuto tanto anche a casa!
- l'attività è stata divertente e piacevole, in particolar modo le scenette finali.

Queste le osservazioni dei ragazzi, che mi hanno chiesto di ripetere l'esperienza. Io aggiungo che ho notato che l'attività ha favorito l'integrazione: persino un alunno seguito dall'insegnante di sostegno con gravi problematiche di comunicazione e relazione coi pari è riuscito (tramite differenziazione dei materiali e uso di mappe concettuali) ad apportare il proprio contributo. Naturalmente, questo risultato dipende da vari fattori: ho usato il cooperative learning tutto l'anno, quindi non è stato il miracolo di un singolo esperimento! E poi la classe è veramente aperta all'inclusione e ha sottolineato più volte i progressi del ragazzino come quelli di altri in classe.

Devo dire che ho avuto diversi strumenti di valutazione, naturalmente non "matematici", ma comunque utili:
- osservazione dei ragazzi mentre lavoravano in gruppo
- valutazione e autovalutazione tra pari
- momento di "interrogazione" dei compagni ai gruppi esperti (e lì si è visto chi padroneggiava bene il proprio approfondimento e anche, tra i compagni, chi faceva domande mirate perché aveva compreso e studiato in generale tutto l'argomento)
- prodotto finale della scenetta.

E' mancato un momento di verifica finale più oggettiva (a mo' di quiz su tutto), ma i ragazzi che se l'aspettavano avevano comunque studiato e io all'ultimo, avendo notato con quale motivazione ed entusiasmo si erano adoperati in ogni fase dell'unità di apprendimento (circa metà classe aveva persino preparato delle mappe concettuali non solo per sé ma anche per i compagni del "gruppo casa"! Si sono proprio calati nella parte dell'insegnante!), ho deciso di graziarli e di proporre un'attività meno pesante. Certo, so chi ha acquisito di più e chi un po' meno, ma quel che conta è la voglia di imparare, l'impegno, l'energia profusa per altro utilizzando strategie e strumenti per lo studio in autonomia, più che la misurazione di quante nozioni avevano incamerato. Per altre unità di apprendimento ho voluto misurare, non è che non l'abbia mai fatto, ma stavolta ho resistito alla tentazione!

Altra osservazione doverosa: io posso contare sul tempo prolungato e quindi su 12 ore alla settimana di Lettere. Chiaro che quelle due ore in più sono preziose, ma se ci si organizza si può lavorare sul cooperative learning anche in un tempo normale. A mio parere bisognerebbe superare l'eccessivo frazionamento orario e lavorare per unità di apprendimento settimanali: per intenderci, se avessi scelto di portare avanti per due ore alla settimana questa unità di apprendimento, non l'avrei ancora finita! Ho scelto di interrompere italiano e geografia per una settimana per dedicarmi solo a storia.
Questo modo di organizzare l'orario scolastico secondo me è vincente, anche se fa un po' paura, perché uno teme di rimanere indietro...

Mi piacerebbe avere un riscontro da parte degli altri insegnanti su un'attività come questa. Spero di riuscire a leggere qualche commento nel blog!


venerdì 13 maggio 2016

Interrogazione di storia alternativa

Ho sperimentato un nuovo modo di interrogare tutta la classe in un'ora circa, partendo dalla tecnica cooperativa delle "Teste numerate".
Ho diviso la classe a gruppi (5 gruppi da 4 persone) e ho assegnato un numero a ciascun membro di ogni gruppo. Ho preparato 4 domande piuttosto ampie (ad es. "Spiega la lotta per le investiture" o "Spiega la rinascita del 1000") e le ho lanciate una alla volta, indirizzandole ai membri dei gruppi aventi lo stesso numero. Ad esempio la domanda 1 è stata destinata a tutti coloro cui avevo assegnato il numero 3 in ogni gruppo.
A questo punto ho dato 2 minuti ai gruppi per rievocare le parole-chiave relative alla domanda, dopodiché ho chiamato i membri selezionati per rispondere ad intavolare un discorso cui tutti dovevano prendere parte: iniziava a rispondere uno, poi lo fermavo e mandavo avanti un altro. Se necessario facevo durante l'esposizione delle domandine per guidare l'interrogato o approfondire quanto detto.

I vantaggi che ho riscontrato: preparando la lezione, innanzitutto, ho la possibilità di scegliere a chi assegnare le domande, quindi se so che devo risentire certi alunni su un dato argomento li numero tutti alla stessa maniera ed elaboro una domanda ad hoc. Tale attività poi mi consente di far ripassare un'ora a settimana, quindi con regolarità, gli argomenti affrontati in modo più coinvolgente all'interno dei gruppetti, dove per altro si crea una sorta di squadra (benché non sia una gara): i compagni del gruppo incitano l'interrogato, applaudono, lo incoraggiano, perché si sentono quasi responsabili della sua performance! Non solo ho modo di risentire un po' tutti a turno sugli argomenti già studiati: ogni settimana, per i più bravetti, inserisco tra i quesiti l'ultimo argomento spiegato e quindi constato se è stato compreso; poi, a forza di ripeterlo, confido che venga pian piano assimilato da tutti.
Ho trovato interessante anche l'osservazione dei gruppi durante quei due minuti che lascio per rievocare le informazioni (durante i quali faccio chiudere i libri): emerge subito chi è sicuro sull'argomento che poi magari esporrà un altro, così io monitoro la preparazione dei ragazzi non solo durante l'esposizione, ma anche in quei due minuti.
Un altro vantaggio consiste nel fatto che i ragazzi sanno di doversi sempre preparare e sono motivati a farlo perché scatta la dinamica del gruppo: chi non studia, in qualche modo delude gli altri membri del gruppo che tifano per lui.

La parte un po' più complicata è la valutazione: io ho deciso di segnarmi di volta in volta per ciascun alunno dei voti di riferimento sull'esposizione, corredati dall'esito dell'osservazione nei gruppi; è chiaro che non posso segnare sul registro quei voti, troppo parziali; tuttavia, alla fine del mese, farò una sorta di media tra quei voti parziali e saprò di aver interrogato più o meno tutti su certi argomenti (poi chi non è preparato oggi su un argomento verrà risentito la volta successiva sempre su quello, per avere la possibilità di recuperare).
Ho inserito anche un'attività velocissima di autovalutazione: alla fine delle esposizioni, gli alunni stilano una graduatoria di merito all'interno dei gruppi, in cui mettono al primo posto il più preparato della giornata e all'ultimo il meno preparato.

lunedì 18 aprile 2016

Animatore digitale

Da quanto tempo non scrivo sul blog!
Gli impegni sono sempre moltissimi e ora tutte le mie energie sono convogliate nell'elaborazione del progetto di un atelier creativo. Sto cercando di rendere il lavoro il più possibile condiviso, anche se non è semplice, perché devo attendere i tempi dei colleghi.
Come animatore digitale, ho iniziato la formazione ieri a Padova: sinceramente ho portato a casa poco: il fatto è che questa figura è ancora molto vaga e nessuno sa che cosa esattamente dovrà fare e soprattutto con quali finanziamenti. L'impressione è che di nuovo alla scuola siano stati vomitati addosso nuovi oneri senza lo straccio di un quattrino, almeno per pagare l'impegno delle persone... Per strumenti  e formazione ci sono bandi e risorse, ma di base l'insegnante deve progettare e lavorare gratis... I mille euro l'anno promessi POSSONO (non DEVONO necessariamente) pagare l'impegno dell'animatore e del team!
Staremo a vedere gli sviluppi. Intanto spero che i prossimi incontri siano un po' più utili!

venerdì 1 aprile 2016

Giochi di storia per il ripasso dell'Alto Medioevo

Finalmente io e il mio collega abbiamo concluso il lavoro a classi aperte!

Ieri abbiamo fatto incontrare per l'ultima volta le due classi prime per un ripasso sotto forma di gioco di tutti gli argomenti affrontati: martedì ci sarà la verifica conclusiva.

Abbiamo proceduto così: prima abbiamo ideato la verifica (utilizzando Google Drive per la condivisione e l'ideazione a quattro mani anche a distanza), poi, in base alle domande e agli esercizi inseriti, abbiamo organizzato dei giochi tali da richiamare soprattutto le conoscenze che andremo a sondare.

PRIMO GIOCO:
Rivisitazione del gioco del gomitolo studiato al corso sul cooperative learning: al posto del gomitolo, abbiamo usato una palla, perché l'intento non era quello di lavorare sulla rete delle relazioni, ma di focalizzare l'attenzione dei ragazzi sul contenuto.
Frase di lancio: "Tra il IX e l'XI secolo l'Europa si riempì di castelli, perché..."
Ogni alunno che prendeva la palla doveva aggiungere un'informazione sul castello (elementi costitutivi, trasformazioni nel tempo, funzioni...).

SECONDO GIOCO:
Bandierina rivisitata!
Gli alunni, divisi in due squadre e disposti in riga come per giocare a bandierina, ricevono un post it con una parola-chiave (CURTIS, MARCA, CONTEA, AUTOCONSUMO, FEUDO, INVESTITURA...): naturalmente le due squadre possiedono le stesse parole-chiave.
L'insegnante legge ogni definizione e gli alunni con in mano il post-it col termine definito corrono a prendere la bandierina. Si gioca a punti per rendere il gioco più pepato!

TERZO GIOCO
Il mimo.
Abbiamo consegnato alle due squadre delle immagini (tratte dalla verifica) che dovevano mimare alla squadra avversaria: PIRAMIDE FEUDALE, CURTIS, SOCIETA' DEI TRE ORDINI, INVESTITURA.
I ragazzi hanno scelto di mimare la piramide feudale (si sono disposti a piramide e gli altri hanno capito subito!) e la società dei tre ordini: alcuni fingevano di zappare la terra, altri pregavano con le mani giunte, altri ancora fingevano di sfidarsi a duello: è stato molto divertente!

Prossima tappa: la verifica conclusiva ed un'attività di autovalutazione del lavoro di gruppo.

lunedì 14 marzo 2016

Quarto e quinto appuntamento con la storia

Nella quarta e quinta lezione abbiamo finito le esposizioni dei lavori precedenti, abbiamo introdotto dei nuovi concetti (incastellamento e seconde invasioni) con un powerpoint e abbiamo osservato i castelli in miniatura prodotti da alcuni studenti o gruppi di studenti.
In altre ore ricavate qua e là abbiamo dato spazio alle esposizioni di cartelloni e di powerpoint preparati da altri allievi (ma non abbiamo ancora finito di sentire tutti: il problema logistico della mancanza di un luogo decente dove proiettare le slides in caso di tempo soleggiato ci ha un po' spiazzato!) e abbiamo dato dei cenni storici e artistici sulla città di Brescia che a breve andremo a visitare.

Per preparare la visita di istruzione abbiamo deciso di distribuire un breve fascicolo con poche notizie relative alle tappe salienti della storia della città e ai principali monumenti e beni artistici che andremo a visitare. Il testo - privo di qualsiasi foto - è intervallato da domande che troveranno la loro risposta durante la gita.
Compito dei ragazzi sarà quello di portare con sé il fascicolo, annotare le curiosità e gli spunti delle guide turistiche e cercare di rispondere alle domande riportate nel testo ma anche le proprie. Inoltre gli addetti fotografi dovranno scattare foto che andranno a documentare il viaggio e a costituire un album/diario di viaggio delle due classi.

Una criticità che abbiamo notato è stata il fatto che i ragazzi hanno avuto difficoltà a comprendere autonomamente il testo del fascicolo (non semplice, ma comprensibile nelle linee generali, considerando che era stato introdotto da una breve lezione frontale di inquadramento). Peraltro avevamo stabilito che ciascun paragrafo del testo fosse assegnato a un gruppo di allievi, dunque avevamo lasciato ai gruppi una mezz'oretta per leggere insieme la loro paginetta e ricavarne delle domande per l'approfondimento e la miglior comprensione. Proprio nel momento della condivisione delle domande emerse (a volte frutto di misunderstandings e di fraintendimenti del senso generale del testo) noi prof abbiamo colto le difficoltà di comprensione.  
Ciò significa che dovremo lavorare molto nelle nostre classi sulla comprensione del testo.

Ora la prossima tappa è la visita d'istruzione, che sarà seguita da un'ampia risistemazione delle conoscenze attraverso lo strumento del diario/album della gita.

Nota positiva: il successo del lavoro sui castelli. In molti si sono attivati (chiedendo di costruire qualcosa di concreto abbiamo fatto centro, evidentemente!) e hanno costruito dei piccoli capolavori (a volte inaspettati!): naturalmente per farlo hanno dovuto documentarsi autonomamente (molti hanno riprodotto il mastio, il cammino di ronda sulle mura, il ponte levatoio, magazzini e granai, il pozzo, il forno, la residenza del signore con tanto di dettagli interni e suppellettili...).
Vorremmo dare un seguito all'iniziativa allestendo una mostra, ma stiamo lottando contro la mancanza di spazio...
TO BE CONTINUED!

ESERCIZIO IN FLIPSNACK

Pubblico qui un esercizietto veloce che ho svolto all'interno del corso per animatori digitali tenuto on line dalla Zanichelli.

Il compito era quello di fare pubblicità a un nuovo modo di fare didattica meno tradizionale e più digitale. Per farlo si doveva utilizzare uno strumento a scelta tra quelli forniti in elenco.
Io ho scelto Flipsnack, perché è immediato, senza iscrizioni, e perché potrebbe servirmi nella didattica dell'italiano (per esempio si potrebbero raccogliere qui dentro i testi degli alunni afferenti a un determinato genere letterario, come la fiaba, la favola, il mito...).
Appena riuscirò a testarli, pubblicherò altri siti e applicazioni...

domenica 28 febbraio 2016

SECONDO E TERZO APPUNTAMENTO CON LA STORIA

SECONDA LEZIONE DI STORIA A CLASSI APERTE

Siamo partiti - io e il mio collega -  dall'esposizione dei gruppi mancanti e poi dalle domande a cui i ragazzi dovevano rispondere per casa: abbiamo assegnato a ciascun gruppo una domanda; all'interno del gruppo ognuno doveva leggere la propria risposta agli altri e poi su un foglio A4 tutti dovevano fare una sintesi dei contributi di tutti e preparare quindi la risposta del gruppo.
Alla fine ogni gruppo ha letto agli altri la propria sintesi.

Da questo primo feedback noi insegnanti ci siamo resi conto che alcuni argomenti non erano stati ben compresi, così abbiamo deciso di raccogliere tutte le sintesi, di copiarle in file integrandole e chiarendole dove serviva; quindi abbiamo caricato il file nella sezione "Didattica" del nostro registro elettronico, a disposizione di tutti.

Seconda ora di lavoro: abbiamo distribuito nuovo materiale riguardante la frammentazione feudale e la divisione dell'Impero carolingio, oltre ad argomenti più di civiltà (vita e società nel Medioevo).
Abbiamo deciso di mantenere gli stessi gruppi dell'altra volta, per consolidare le forme di collaborazione createsi, a volte a fatica.
Stavolta siamo stati più precisi nelle consegne per aiutare i ragazzi ad organizzarsi nello studio: per ogni gruppo abbiamo indicato noi chi doveva studiare cosa, ovviamente in base alle capacità dei vari componenti. La volta precedente, a volte, nei gruppi, un nodo concettuale difficile era stato assegnato alle persone più fragili: non sono stati tutti in grado di comprendere i limiti propri e dei compagni. Stavolta abbiamo preferito assegnare noi le parti per ovviare a questo problema.
I ragazzi hanno lavorato in modo più efficace rispetto alla prima lezione: ognuno sapeva esattamente che cosa fare e in quanto tempo. Alla fine hanno compilato una griglia di autovalutazione, dove hanno generalmente espresso soddisfazione.

TERZA LEZIONE

Da questo powerpoint proiettato in classe si evince la struttura della lezione: quindici minuti di tempo per ripassare in gruppo e poi le esposizioni relative al materiale fornito la volta precedente. Le esposizioni sono state intervallate da alcune attività di tipo "cloze" da svolgere in gruppo e poi corrette. L'idea era quella di fissare quanto sentito dai compagni con questo esercizio di sintesi che poi sarebbe rimasto come materiale di studio a ogni alunno, e nel contempo di creare una sorta di competizione tra gruppi attraverso il conteggio dei punti totalizzati nell'attività.

Due pecche: le attività non erano immediate e alcuni gruppi non riuscivano a completare quasi niente; poi, il tempo perso. Per la prossima volta dovremo sentire la metà dei gruppi (anche se sicuramente le esposizioni saranno più veloci perché meno concettose) e questo ci porterà a operare dei tagli sui contenuti proposti.

L'idea era buona: sarebbero servite attività più snelle da poter svolgere davvero in pochissimi minuti e da correggere in modo altrettanto veloce.
Pazienza: sbagliando si impara! Da quello che abbiamo capito, servono materiali più semplici (anche per i più bravi) se vogliamo che gli alunni lavorino in autonomia...

Se avessimo avuto più tempo, probabilmente avremmo organizzato una breve lezione frontale per sistemare le conoscenze: ce la faremo in classe ognuno per conto suo, a lavoro finito.

Per la volta successiva, abbiamo lanciato una sfida: la creazione di un modellino di castello, da soli o in gruppi di libera scelta! Come alternativa, abbiamo messo uno studio più tradizionale della vita entro il castello ed eventuale presentazione in powerpoint. Vediamo che cosa combineranno i nostri ragazzi!

domenica 21 febbraio 2016

APPUNTAMENTO CON LA STORIA

Finalmente sono riuscita a realizzare un'attività in collaborazione con un collega!
Abbiamo deciso, spinti dal fatto che le nostre due classi prime andranno in gita insieme, di lavorare a classi aperte non solo sulla preparazione della gita in sé (destinazione: Brescia), ma anche sull'Alto Medioevo in generale.
L'obiettivo è anche stimolare ciascuna classe a interagire in gruppo con persone diverse e a relazionarsi positivamente con gli altri per costruire conoscenze. La metodologia è necessariamente attiva: il cooperative learning.
Per prima cosa abbiamo formato i gruppi: eterogenei per livello al loro interno, omogenei fra loro.
Avendo a disposizione 5 lezioni da due ore (peraltro non è stato per nulla facile riorganizzare l'orario per avere la compresenza), abbiamo suddiviso gli argomenti irrinunciabili da far studiare ai gruppi: Carlo Magno e l'impero carolingio, nascita della società feudale, l'economia chiusa della curtis, il castello e le Ultime Invasioni, la visita a Brescia.

Prima lezione: Carlo Magno e la nascita del Sacro Romano Impero
Ciascuno dei 10 gruppi aveva un materiale diverso da quello degli altri: a disposizione c'erano il proprio libro di testo, altri libri di storia per le medie, un video-fumetto allegato al libro della Calvani Storyboard...
Ogni gruppo doveva concentrarsi su poche pagine e poi esporre a tutti tramite cartelloni, fumetti o scenette il contenuto studiato.
Per facilitare il lavoro di comprensione di ciascuna parte, abbiamo distribuito a tutti una sintesi da leggere prima di focalizzare l'attenzione sul materiale specifico.

Il risultato c'è stato: i ragazzi hanno veramente lavorato e si sono sforzati di far bella figura di fronte agli altri: le scenette hanno inquadrato l'argomento e i cartelloni hanno approfondito i dettagli.
Il problema è stato il tempo: alcuni gruppi sono andati un po' a rilento, forse perché i componenti, non conoscendosi, dovevano prendere le misure! Io ero molto agitata per questo, ma il mio collega mi ha fatto notare che tutti si stavano dando da fare, perciò non avrei dovuto preoccuparmi solo del risultato, ma valutare anche il processo.
Parole sagge!
In realtà, poi, tutti i gruppi hanno recuperato e le esposizioni in plenaria, coinvolgenti ma comunque veloci, hanno avuto spazio tutte eccetto due, una delle quali, peraltro, essendo una cronologia, poteva funzionare benissimo la lezione successiva come ripasso della puntata precedente.

Se tornassi indietro, non consegnerei la sintesi subito, perché alcuni hanno perso troppo tempo su di essa; la leggerei insieme a loro in una breve lezione frontale di inquadramento generale e poi l'avrei consegnata alla fine da studiare per casa.
Per compito, i ragazzini dovevano rispondere a 6 domande riguardanti gli argomenti trattati.

Nel prossimo post racconterò la seconda lezione.

Una cosa è certa: quanto lavoro richiede questo tipo di attività! Il grosso consiste nel cercare i materiali diversificati...

A presto!

giovedì 11 febbraio 2016

L'Italia politica in forma ludica

Qualche giorno fa ho utilizzato il sito www.mappadeicognomi.com per svolgere una lezione di Geografia sull'Italia politica nella mia prima media.
Avevo trovato il suggerimento qui: http://guamodi.blogspot.it/2016/01/studiare-e-imparare-la-geografia.html.

Semplicemente ho proiettato il link e abbiamo cercato i cognomi dei ragazzi: erano loro a dover nominare la regione italiana nella quale erano presenti persone portatrici del loro stesso cognome (il sito utilizza una carta politica muta).

Due osservazioni: i miei alunni - molti di essi - non conoscevano tutte le regioni, facevano fatica soprattutto con le regioni del Sud, ma qualcuno anche con la Lombardia... Insomma, il ripasso delle regioni si è rivelato estremamente necessario! Dunque - seconda osservazione - l'utilizzo del sito con la distribuzione dei cognomi nelle varie regioni italiane ha motivato i ragazzi a conoscere davvero il nome delle regioni segnalate.

Ho fornito il link agli alunni e so che molti hanno colto l'occasione per andare a cercare altri cognomi (il più gettonato è stato "Rossi"!): un successo, dunque.

In una lezione successiva, ho utilizzato altri siti per ripassare in modo ludico capoluoghi di regione e di provincia: www.giochi-geografici.com e www.ddrivoli1.it/portogeografia/geografia.htm

Domani... verifica! Chissà!

Giornata della memoria: alcuni lavori dei miei ragazzi di prima

Finalmente mi sono decisa e ho fotografato alcuni dei lavori dei miei alunni di prima media ispirati ad una tecnica creativa passatami da un'amica e collega molto in gamba: Silvia Pognante.
La tecnica si trova a questo link. Devo a Silvia l'idea di utilizzarla per ideare poesie da un libro che affronta la Shoah. Io ho scelto Se questo è un uomo di Primo Levi.









Digital storytelling

Condivido una risorsa che mi è parsa molto interessante:
http://www.designdidattico.com/metodologie-attive-digital-storytelling-prologhi-e-finali-alternativi/

Qui c'è un esempio legato alla Letteratura italiana, quindi più da superiori. Secondo me, però, è un lavoro che si adatta molto anche alla scuola media. Mi viene in mente, per esempio, che si può chiedere ai ragazzi, divisi in gruppi, di creare una biografia romanzata di figure leggendarie come Napoleone, Carlo Magno, Elisabetta I...
Oppure la tecnica si può applicare a brevi racconti, piuttosto che a romanzi che si faticano a leggere in classe, di modo che gli alunni abbiano la possibilità di appropriarsi dello stile narrativo di un autore.

Altre idee? Qualcuno ha già fatto esperienza di Storytelling e la vuol condividere? Conoscete già lo strumento "tackk" utilizzato nell'esempio proposto?
A presto! 

lunedì 8 febbraio 2016

In teoria e in pratica...

Leggevo questa riflessione su Your EduAction, e devo dire che sono proprio d'accordo.
Ultimamente la scuola "tradizionale" mi sta sempre più stretta. Vedo tutti i limiti di un insegnamento fondato sul chiudersi dentro la propria auletta, con l'ansia da programma da svolgere e la campanella che incombe.
Quando ho iniziato a insegnare, fresca di studi (rigorosamente tradizionali) e reduce da una SSIS poco stimolante, non la pensavo così, anzi... Ma nel giro di pochi anni, con l'esperienza e l'approfondimento sulle metodologie didattiche, ho cambiato idea e mi sono resa conto che funzionano di più le lezioni laboratoriali (benché più difficili da preparare e da gestire) rispetto alle classiche dove fa tutto la prof e i ragazzi sono ridotti al ruolo di comparsa.
Il fatto è che gli insegnanti sono bravissimi a lamentarsi: i ragazzi non studiano, non partecipano, non ascoltano, non... Allora io, che mi lagno parecchio ma poi cerco di risolvere i problemi, suggerirei: forse che, se cambiamo il nostro metodo, otteniamo qualche risultato in più? Bisogna avere il coraggio di provare: e se uno prova, può tastare con mano che tutto sommato i ragazzi rispondono positivamente.
Il punto è che devi lottare contro un sistema: gli orari rigidi, la campanella, la poca collaborazione dei colleghi che non credono nelle metodologie alternative, i bidelli che ti fulminano se cambi la disposizione dei banchi, la tecnologia che in teoria c'è ma in pratica ti abbandona, gli ambienti angusti...
Quando ti trovi di fronte a mille e un ostacolo, a volte ti viene da chiederti: "Ma chi me lo fa fare?".
Vorrei tanto un segnale dall'alto: al di là della vuota retorica, ci crediamo davvero nell'autonomia? Allora, la vogliamo incentivare e sollecitare, direi io?
Qui se ne parla da anni, ma ad oggi le scuole (almeno la maggior parte) non sanno come attuarla davvero. O forse non osano, per evitare la sollevazione generale dei docenti che, giovani o vecchi che siano, tendono a difendere lo status quo.
Certo, viste le riforme scadenti degli ultimi anni, non hanno neanche torto; ma qui si tratterebbe di un cambiamento di metodologia didattica, di modo di intendere la scuola, un cambiamento di sostanza, efficace, utile, inclusivo. Ma faticoso (come tutti i cambiamenti). Vorrei che esso almeno si prendesse in considerazione, alla luce degli esiti della ricerca didattica, dell'esperienza, dell'efficacia in relazione ai problemi che tutti noi abbiamo ben presenti.
Sarebbe una scelta professionale, che ci chiama in causa come professionisti! Tante volte rinunciamo alla nostra professionalità perché ci fa comodo seguire altre strade, ma sbagliamo.
Io mi riferisco in particolare alla scuola media, scuola dell'obbligo con un'ampia gamma di tipologie di studenti, che non sono selezionati. Oggi la nostra scuola dell'obbligo valorizza ancora e unicamente chi ha capacità cognitive astratte, mentre chi ha un altro tipo di intelligenza è penalizzato. Eppure la mission della Secondaria di I grado è orientare, far scoprire i diversi talenti che possediamo, in un'ottica di valorizzazione delle diversità. Questo in teoria... Nella pratica?? 

martedì 26 gennaio 2016

Gioco del Ruba parole

Un suggerimento per un'attività di italiano che ho appreso da una collega esperta qualche anno fa e che funziona sempre!

Molto semplice: si tratta di scegliere un bel testo, scritto bene e non troppo lungo. Lo si legge alla classe e si chiede ai ragazzi di appuntarsi, durante la lettura, espressioni particolari, dettagli che colpiscono, parole non note...
Alla fine l'insegnante spiega le parole sconosciute (oppure si cercano sul dizionario) e propone ai ragazzi una riscrittura del testo così come lo ricordano. Gli alunni dovranno cercare di riprodurlo il più fedelmente possibile, e dove non ricordano possono integrare come credono, ma senza snaturare il testo originario.

L'attività serve sia per verificare la comprensione del testo sia, soprattutto, per far appropriare i ragazzi dello stile e del lessico di un bravo scrittore. Ecco perché devono "rubare" le parole (ma non solo quelle) a chi è esperto di scrittura.

Gli alunni di solito svolgono volentieri questa attività, ma bisogna fare attenzione alla scelta del testo: deve essere coinvolgente ma relativamente corto...

Ho constatato che questo esercizio va bene anche per il recupero di italiano: i ragazzi davvero imparano ad arricchire i loro testi. Poi magari bisogna lavorarci su rispetto a ortografia, punteggiatura... Ma quello è un secondo step!

Buona giornata!

venerdì 15 gennaio 2016

condivisioni e telepatie a distanza!

Poco dopo aver pubblicato l'ultimo post, ecco che cosa leggo su Orizzonte Scuola:http://m.orizzontescuola.it/news/scuola-delle-materie-vs-scuola-delle-competenze-convivenza-difficile-intervista-gianni-marconat

Ho ritrovato espresse qui (sicuramente meglio) le mie idee sulle competenze! Vi ricordate quando avevo usato il titolo 'Competenze... Ma ci si crede davvero?", intendendo dire che ci crede poco pure il Ministero? Ecco: sostanzialmente è il pensiero dell'intervistato, il quale usa, per definire l'azione ministeriale, il modo di dire "avere il piede in due scarpe".
Sì, perché si parla di competenze ma si pretendono i vecchi voti disciplinari e la struttura della scuola (almeno per ora) resta la stessa.

Mi fa piacere constatare che ci sia qualcuno nel mondo che abbia fatto le mie stesse elucubrazioni! Che poi non sono solo elucubrazioni: da come viene intesa la questione scaturisce tutta la pratica didattica! Questo ho cercato di spiegare nell'ultimo post sulle diverse proposte dei vari esperti in materia di competenze.

Colleghi, anche voi avvertite l'esigenza di una scelta chiara? O discipline e voti o una scuola completamente diversa, senza voti e con compresenze atte a testimoniare che la realtà in cui viviamo è complessa e ha bisogno di essere spiegata da punti di vista diversi?

Che ne pensate?

Competenze: Da Re, Gentile e Batini...

Buonasera,
ultimamente fatico a scrivere sul blog perché sono sempre a scuola, destreggiandomi tra riunioni, corsi di formazione, compiti da correggere, lezioni da preparare. Gennaio è un mese tosto già di suo, figuriamoci se poi ci si ficca dentro qualche scadenza come Ptof, Pdm e quant'altro!

Riallacciandomi a qualche post fa, volevo concludere (o quasi) le mie riflessioni sulle competenze, sintetizzando le posizioni degli esperti sull'argomento.

Io ho cominciato a studiare le competenze sui libri e sugli interventi vari della prof.ssa Da Re, la quale è molto chiara nell'affermare che per lavorare per competenze è necessario superare la divisione in discipline e collaborare con almeno un paio di colleghi del consiglio di classe. Lei propone un modello molto articolato di unità di apprendimento, che comprende la griglia di valutazione con i livelli di competenza calcolati in base ai risultati di prove autentiche, capaci di richiamare più o meno fedelmente la complessità della realtà.
La Da Re consiglia di lavorare continuamente, pressoché quotidianamente, per competenze, anche su più unità di apprendimento contemporaneamente.

Il prof. Gentile, invece, nel suo intervento di settembre all'Isis Leonardo da Vinci di Portogruaro, ha puntato più sulla certificazione delle competenze possedute e sulle modalità di costruzione di prove autentiche. Lui propone di scegliere dei momenti-chiave della carriera scolastica (terza e quinta Primaria, prima e terza media, fine biennio superiori) nei quali sottoporre prove autentiche per documentazione e certificazione.

Il prof. Batini, nell'ultima pubblicazione che ho linkato nel blog, dà dei begli spunti di lavoro, ma non fa alcun cenno alle prove autentiche e soprattutto alle griglie di valutazione delle competenze. Si tratta sostanzialmente di interessanti e articolate unità di apprendimento di italiano che ricordano a ogni buon docente di Lettere un modo già noto di lavorare. Le attività proposte (parlo in particolare di quelle di italiano) sono apprezzabili perché partono da alcuni testi (riportati nel fascicolo) e fanno riferimento anche ad altri linguaggi, come quello del cinema, con tanto di filmografia consigliata.
Certo, ciò che rende più "tradizionale" la proposta di Batini è la natura stessa delle competenze indicate per l'italiano, le quali rimangono centrate su quelle che abbiamo sempre chiamato le "abilità" fondamentali: leggere, scrivere, parlare, ascoltare. Tutte queste abilità insieme danno la competenza chiave "comunicare in madrelingua".

Qual è la strada più percorribile e più diretta all'acquisizione delle competenze? Io direi un mix di tutte queste proposte. Quella di Gentile permette di costruire un dossier per ogni studente per documentare e monitorare la sua acquisizione di competenze attraverso le prove autentiche. Però, per arrivare alla prova autentica serve allenamento: ecco che si può cogliere l'idea della Da Re di lavorare quotidianamente con una didattica per competenze, anche se sinceramente lo trovo arduo per via del doppio sistema di valutazione richiesto (voti disciplinari e livelli di competenza).

Più facile movimentare, alla Batini, la vecchia didattica con attività  più concrete, pratiche e dinamiche che simulino la realtà e siano capaci di stimolare competenze, anche senza per forza avere la struttura dell'unità di apprendimento presentata dalla Da Re. Tale approccio, necessariamente cooperativo e comprensivo della fase dell'autovalutazione in quanto momento importante di presa di coscienza del proprio modo di apprendere e dei contenuti appresi, è più snello e potrebbe allenare gli studenti in vista della prova autentica per valutare le competenze chiave.

È un compromesso, ma, finché dall'alto continuano a chiederci e voti disciplinari e livelli di competenze, mi pare francamente l'unica via percorribile.

Mi piacerebbe sapere come si regolano gli altri insegnanti...

Fatemi sapere che ne pensate!

venerdì 8 gennaio 2016

Geografia: le forme del paesaggio in cooperative learning

Cari lettori,
prima un appello: se ci siete, per favore, lasciate un commento! Mi farebbe piacere avere qualche feedback sui miei post...
Oggi a scuola ho proposto un'attività di geografia in cooperative learning che, almeno nella sua prima fase, mi è particolarmente riuscita: finalmente!
Appena termino tutta l'unità didattica, la pubblico con il bilancio dell'esperienza.
Spero possa essere utile a qualche collega che insegna Geografia in prima media: l'argomento è abbastanza ampio e riguarda l'origine e la forma dei rilievi, ma anche gli aspetti più importanti di fiumi, laghi e mari (lessico specifico, origine, caratteristiche...) nonché uno sguardo sull'Italia fisica, climi e vegetazione.
Nel manuale Zanichelli tutto ciò viene trattato in tre capitoli; io ho creato cinque gruppi da quattro e per ogni gruppo ho predisposto degli esercizi e delle domande guida su una parte delle conoscenze da apprendere. Ho cercato di inserire esercizi e attività di diversa tipologia (non solo testi da scrivere, ma anche disegni, carte da copiare colla carta lucida, piccole ricerche in internet...).
Lo scopo del gruppo è quello di spiegare agli altri compagni la propria parte, ma in modo creativo, trasformando il materiale studiato in uno o più disegni oppure in un modellino, in una scenetta, in una canzoncina, in un gioco o quiz... Ho ovviamente fornito degli esempi per far capire meglio che cosa intendessi.
Oggi sono riuscita a farli lavorare sullo studio e la predisposizione della performance; inoltre, avendo avuto anche due ore al pomeriggio, ho cominciato con due esposizioni sulle cinque previste.

Sono molto contenta di come hanno lavorato i ragazzi nei gruppi: sono stati TUTTI operativi, hanno collaborato, si sono divisi il lavoro (finalmente stanno imparando a organizzarsi, a forza di lavori di gruppo!) e hanno sempre tenuto un tono di voce accettabile (è la prima volta che non mi sgolo per l'eccessivo rumore!).
Credo che il successo di questa prima fase sia dipeso da più fattori: sicuramente il fatto che ho predisposto delle consegne precise, non troppo complicate, alla portata di tutti, con un calcolo corretto dei tempi; poi il fatto di aver stimolato la creatività dei ragazzi, che dovevano non tanto ripetere ai compagni quanto studiato, bensì ingegnarsi per inventare un modo originale per trasmettere i contenuti.

Le prime esposizioni, invece, mi hanno un po' deluso: sono stati anche originali (mi hanno stupito i modellini creati con materiale raccattato al volo nell'armadio o in giro per la scuola!), ma erano insicuri sui contenuti stessi (spesso leggevano anziché sforzarsi di ricordare o magari spiegare con le loro parole i concetti).
Forse il mio errore è stato quello di non aver concesso un tempo preciso per lo studio del materiale... Molti si sono concentrati sul prodotto creativo da realizzare e hanno un po' trascurato la fase dell'apprendimento di tutti gli argomenti assegnati.
Vedrò che cosa combineranno i ragazzi che dovranno esporre martedì prossimo: avranno il tempo di sedimentare e di fare le prove di esposizione. Se i risultati saranno migliori, vorrà dire che per migliorare l'attività dovrò semplicemente pensare sin dall'inizio di separare in due lezioni diverse studio ed esposizioni.

Intanto attendo suggerimenti e consigli! Poi, come già anticipato, pubblicherò tutta l'unità di apprendimento, per un'idea completa e globale di tutta l'attività, una volta portata a termine.

A presto!


giovedì 7 gennaio 2016

Disastro digitale

Oggi un veloce aggiornamento mentre sono in treno.

Stamattina avevo programmato una semplice attività di ripasso a gruppi delle regole ortografiche affrontate (nella mia prima media).

Niente di che: avevo pensato di dividere la classe in gruppi da 4 e di assegnare a ciascuno la schematizzazione di una regola o di un argomento. Gli alunni avrebbero lavorato a pc perché poi tutti gli schemi sarebbero stati riuniti in un unico file riassuntivo, da stampare e distribuire a tutti.

Ero partita con piano A e piano B (in versione cartacea) nel caso ci fosse stata l'aula occupata; avevo buone speranze sia perché non avevo bisogno di connessione internet né di chissà quali programmi (un programma di videoscrittura e basta), sia perché in un'ora buca avevo tutto il tempo di predisporre l'aula.

Eppure... Un disastro!
Ho acceso dei pc che sembrava funzionassero, però alcuni non avevano il pacchetto Office installato o comunque utilizzabile (va be', abbiamo usato Rtf o simili), ma soprattutto alcuni erano talmente antiquati da non riconoscere la chiavetta USB! Quindi il lavoro è stato svolto, ma non salvato (io non avevo pensato di portarmi dei floppy, ovviamente!); per di più ciò che sono riuscita a salvare sulla mia chiavetta è andato perduto insieme all'intero contenuto della chiavetta stessa, perché evidentemente il pc che ho usato era invaso da virus!

Altro che digitalizzazione...

Aiuto... Nonostante tutte le precauzioni del caso, non avevo previsto una simile débacle. Avevo preventivato pc che non si accendessero o lentissimi, connessione assente... Poi, verificata l'accensione dei pc che mi servivano, ero tranquilla: per un banale esercizio di videoscrittura credevo di essere a posto! E invece...
Tutto ciò mi ha gettato nello sconforto. Senza un'aula informatica degna di questo nome, d'ora in avanti mi comporterò come se quella già esistente non ci fosse.

A presto!

lunedì 4 gennaio 2016

Un'idea per un gioco/quiz di storia usando un'applicazione on line

Ho trovato un'applicazione on line didatticamente molto utile che non necessita di installazioni su PC. Si chiama https://crosswordlabs.com/.
L'ho trovato tra le pagine di Maestro Roberto: ti permette di creare cruciverba inserendo semplicemente parole e relative definizioni. Puoi anche rigenerare più volte la struttura del tuo cruciverba con incroci sempre diversi, di modo che tu possa scegliere lo schema migliore. A quel punto puoi creare un PDF e/o salvare on line il tuo cruciverba. 

Io ho usato questa applicazione - dall'utilizzo davvero intuitivo e rapido - per creare un cruciverba sull'Islam che mi serve per un gioco di squadra da realizzare in classe nella mia prima media per valutare tutti i miei alunni sulla conoscenza del capitolo di storia dedicato all'Islam.
Eccolo qui:
Io ho una classe di 20 alunni, che dividerò in due squadre, naturalmente all'incirca di pari livello.
Ho bisogno di capire se tutti i miei alunni hanno studiato e compreso le nozioni più importanti relative all'Islam, a cui il libro (L'ora di storia della Zanichelli) dedica un breve capitolo. 
Per avere una rapida valutazione per tutti su questo argomento, ho deciso di realizzare un gioco che mi consentirà di rivolgere a tutti tre quesiti e quindi di dare un voto. Posso farlo, perché il materiale è ridotto, ma abbastanza denso di definizioni e concetti.
Io avrò così dato un voto a tutti e la squadra vincitrice potrà ottenere in premio una giustifica da usare per le mie materie. Questo premio serve anche per motivare ulteriormente i ragazzi, no?!

PRIMO GIOCO: il famoso gioco della sedia. Disporremo 19 sedie in cerchio (sufficienti per tutti gli alunni meno uno); io accenderò la musica e i ragazzi dovranno camminare in giro per l'aula; quando spegnerò la musica, tutti dovranno sedersi; quello che resta in piedi dovrà rispondere a una domanda sull'Islam e poi uscirà dal gioco (che riprenderà con una sedia in meno, finché tutti non saranno stati eliminati). Ad ogni riposta giusta corrisponderà un punto sul tabellone.
Materiale da predisporre: 
- 20 domande "secche" sull'Islam, del tipo: "Qual è la città santa dei musulmani?" o "Che cos'è l'egira?" e simili.
- Una griglia per l'insegnante con i nomi di tutti i ragazzi, su cui mettere dei + per le risposte giuste e dei - per le risposte non date o scorrette

SECONDO GIOCO: il cruciverba (magari con due visualizzazioni grafiche diverse) da sottoporre alle due squadre. Io qui posso contare sulla presenza dell'insegnante di sostegno, che può aiutarmi nel gestire questa parte. Quindi metterò su due banchi distanti fra loro i due cruciverba e chiederò ai ragazzi di ciascuna squadra di disporsi in fila indiana. Al via, uno alla volta i ragazzi di ciascuna squadra si avvicineranno al rispettivo cruciverba e diranno ad alta voce il numero della definizione che vogliono risolvere. Le due insegnanti mostreranno la definizione (solo quella, per evitare suggerimenti nella fila) e l'alunno se la conosce la scrive, altrimenti lascia in bianco, si rimette in fila e lascia il posto all'alunno successivo. Vince la squadra che finirà correttamente il tabellone nel minor tempo, ottenendo 10 punti sul tabellone. Le insegnanti, accanto al nome di ciascun ragazzo in una griglia di osservazione, inseriranno dei più e dei meno in base alle risposte date.
Un'alternativa potrebbe essere quella di preparare delle carte per ciascuna definizione per farle pescare...
Io ho creato un cruciverba con 10 domande perché 10 sono i membri di ciascuna squadra.

TERZO GIOCO: ogni squadra si divide in due sottogruppi: chiamo A e B i sottogruppi della squadra 1 e chiamo C e D i sottogruppi della squadra 2. Meglio che i sottogruppi li stabilisca l'insegnante, di modo da formare in ciascuna squadra il gruppo dei "bravi" e il gruppo di quelli un po' più deboli.
Ogni sottogruppo elabora un quiz con domande a scelta multipla e domande aperte a risposta chiusa (la cui correttezza non sia opinabile) da sottoporre alla squadra avversaria. Qui bisogna dare delle regole precise perché i quiz si equivalgano (che so: 3 risposte a scelta multipla, un esercizio relativo alle date, una domanda aperta a risposta chiusa).
Terminata la rapida elaborazione del quiz, i sottogruppi A e B sosterranno la prova rispettivamente dei sottogruppi C e D con la loro supervisione, poi si scambieranno i ruoli e saranno i gruppi C e D a sostenere le prove. Naturalmente è necessario che siano associati tra loro i sottogruppi di pari livello.
Alla fine, ci sarà la correzione affidata a ciascun sottogruppo con l'assegnazione dei punteggi per ogni prova. I punti delle risposte giuste di ciascun alunno saranno sommati e finiranno nel tabellone dei punteggi: quindi, se per esempio Ugo totalizza nel suo quiz 4 punti su 5 e Sandro 3 punti su 5, sul tabellone andranno segnati 7 punti.
A questo punto, emergerà la squadra vincitrice.
L'insegnante, invece, si troverà per la valutazione non solo i più e i meno dei primi due giochi, ma anche il risultato dei quiz, oltre all'osservazione di quegli alunni che avranno ideato le domande, per esempio.

Il tempo per realizzare questo gioco sarà presumibilmente di due ore: il primo e il secondo gioco sono abbastanza rapidi, ma il terzo è un po' più lungo, considerando il tempo dell'elaborazione della verifica, della sua somministrazione e poi tabulazione.

Comunque, quando realizzerò questo gioco in classe, darò il resoconto dell'esperienza.

A presto!