Lettori fissi

lunedì 18 luglio 2016

APPLICAZIONI DA ESPLORARE...

Ora mi trovo a Treviso, all'Istituto Tecnico Riccati-Luzzatti, a un workshop per animatori digitali del Veneto incentrato sulla presentazione di alcuni progetti di Avanguardie Educative.

Gli spunti sono tanti, soprattutto relativi ad alcune applicazioni interessanti, come per esempio LINOIT, che funziona come Padlet, ma è organizzato tramite post it colorati, perciò può essere più utile per fare l'attività del blackboard sharing. Oppure GOCONQR, che è un pacchetto di applicazioni (Mindmap, Flashcard...) disponibili in un'unica piattaforma.

Conoscevo già un'altra valida app per creare i gruppi in classe: TEAM UP.

Gli esempi di progetti didattici che ho visto oggi (della docente Maria Luisa Faccin di Mestre) si sposano molto con la metodologia del PBL che ho appena studiato: progetti anche belli corposi ma basati sull'osservazione della propria realtà. Gli studenti hanno tasks veramente stimolanti e sono chiamati a prendere diverse decisioni. Bello!

Ho sentito da un collega animatore digitale ottime referenze sul MOOC sul Coding del professor Massimo Bogliolo, naturalmente gratuito. Io mi sono già iscritta!

giovedì 7 luglio 2016

Educazione alla legalità

Il corso sul PBL (Project Based Learning) di "Teacher Academy" che ho appena frequentato e il metodo del Design Thinking appreso un paio d'anni fa tramite la partecipazione al concorso del sito www.innovazioneinclasse.it mi stanno facendo venire idee su un'eventuale unità di apprendimento sull'educazione alla legalità da attuare nella mia futura seconda.

Come comune cittadina, mi rendo conto che molte persone che incontro per la strada hanno pochissima coscienza civica. Tanti saltano le file, parcheggiano a casaccio (anche su marciapiedi e piste ciclabili), sporcano per terra, fanno chiasso in orari o luoghi non adatti... Magari sono "brave persone", però mancano di un briciolo di attenzione alle esigenze degli altri: non ci pensano o le minimizzano.

Anche i miei alunni, che sono bravi bambini ed educati, spesso riducono la classe in un porcile (cartacce per terra, fazzoletti, scritte sui banchi...), dando per scontato che poi qualcun altro pulirà per loro. Il giardino dopo la ricreazione è inguardabile: io mi chiedo che cosa costi buttare le cartacce nel cestino anziché abbandonarle sull'erba! Eppure...

Mi piacerebbe allora focalizzare l'attenzione su questi aspetti facendo accrescere negli alunni la consapevolezza del proprio ruolo come cittadini.

Mi frullano per la testa un po' di idee:
- fotografie del loro ambiente tutto insozzato;
- ricerca e documentazione fotografica di altri segni di inciviltà rintracciabili nel territorio;
- emozioni e riflessioni legate a queste foto (mi disgustano? Perché? Dov'è il problema?)
- Driven question: come diventare cittadini più attenti e come sensibilizzare gli altri?
- Brainstorming per raccolta idee
- PRODOTTI/AZIONI:

  • inscenare gesti che possono provocare disagi o fastidi negli altri (ad esempio: parcheggio sulla pista ciclabile; io vado via, ma che cosa può succedere a chi sta arrivando con la bici e trova la mia auto in mezzo? Quali conseguenze potrebbero esserci per gli altri e per me a seguito della mia infrazione?)
  •  organizzarsi come se fossimo i responsabili della pulizia nel nostro Comune: se qualcuno sporca, dovrò utilizzare il mio budget per ripulire piuttosto che per organizzare un torneo per i bambini del territorio...
  • realizzare video per sensibilizzare gli altri... Anche slogan pubblicitari (ad es. "Mettiti nei panni degli altri" o simili...)

- apertura all'esterno: lettera alla DS e ai genitori o agli altri alunni per informarli su un evento di sensibilizzazione; lettera aperta al giornale...

- possibili collaborazioni tra insegnanti:

  • italiano ed educazione alla cittadinanza
  • tecnologia (realizzazione video...)
  • scienze (importanza dell'igiene)
  • lingue straniere (video o brochure multilingue)
  • arte (fotografia; il senso del bello versus il degrado nella percezione dei ragazzi)

- OBIETTIVI:

  • competenze sociali e civiche
  • spirito di iniziativa e imprenditorialità
  • competenze digitali
  • competenze linguistiche (produzione scritta in italiano e in L2)
  • conoscenze tecnico-scientifiche
- FOCUS SU ITALIANO:
  • la lettera formale / informale / aperta
  • testo regolativo / espositivo
  • lettura e comprensione di testi relativi al tema scelto
  • produzione orale
- VALUTAZIONE:
  • disciplinare: voto sui testi prodotti durante il lavoro (orali e scritti) tramite rubriche; relazione finale sul lavoro svolto (riflessioni su di sé durante il lavoro);
  • competenze: valutazione e autovalutazione con rubrica;
  • dell'efficacia del lavoro svolto: la classe è più attenta nell'utilizzo degli spazi? Osservazione dell'insegnante e dei ragazzi.
ALTRE IDEE???
Sarebbe bello trovare il modo di collaborare col Comune o con i genitori...
Significativo durante il lavoro di ricerca sarebbe l'incontro coi vigili di Portogruaro... Far capire che le cose non si devono fare o non fare solo per paura della multa...



lunedì 4 luglio 2016

LEARNING DESIGNER

Sto frequentando un corso on line di Project Based Learning (PBL) nella piattaforma "The teacher academy" e devo dire che è abbastanza interessante, soprattutto come aggiornamento sulle migliaia di app utilissime per la didattica che si trovano in rete.
Stimolante il fatto che i partecipanti provengano da tutta Europa (e non solo!) e che siano chiamati di continuo a interagire fra loro.
Il corso è tutto in inglese, quindi è una bella sfida per chi come me sta rinfrescando da poco l'inglese conosciuto a suo tempo a livello scolastico!

Qui rendo pubblica la mia unità di apprendimento (ancora ci sto lavorando, ma l'impostazione c'è) da affrontare in storia in seconda media sulla scoperta dell'America: https://v.gd/pKeVG8

Il programma si chiama Learning Designer e permette di costruire e di condividere unità di apprendimento a partire da una "driving question" secondo il metodo PBL.

Naturalmente la registrazione al sito è gratuita.


venerdì 1 luglio 2016

E VAI COL JIGSAW!!!

Uno dei miei ultimi esperimenti di apprendimento collaborativo prima della fine dell'anno scolastico è stato il tanto temuto jigsaw: mi ha sempre spaventato la complessità del procedimento, ma finalmente mi sono buttata ottenendo buoni risultati!

Volevo affrontare in modo rapido, fissando solo i concetti fondamentali, la crisi del Trecento in Storia, perché poi l'anno prossimo riprenderò il concetto di crisi della mentalità medievale con Umanesimo e Rinascimento, Boccaccio (a confronto con Dante) e le scoperte geografiche del Quattrocento.

Per me era fondamentale che i ragazzi capissero che nel Trecento il sogno di un unico grande potere universale (in mano a Chiesa o Impero) era tramontato, perché al suo posto si erano fatti strada gli Stati nazionali. Poi i singoli eventi storici (la peste, la guerra dei cent'anni, etc...) si prestavano all'approfondimento personale e alla curiosità dei singoli.

Allora ho deciso di procedere in questo modo:

- ho proiettato col videoproiettore uno schema di sintesi di tutta la crisi del Trecento con una lezione frontale di 30 minuti per dare agli studenti la cornice entro cui inserire gli approfondimenti a cura dei vari gruppi;

- ho identificato 5 approfondimenti da assegnare ai gruppi:

  • peste
  • Bonifacio VIII versus Filippo il Bello
  • Guerra dei Cent'anni
  • nascita delle monarchie nazionali in Europa
  • Comuni / Signorie / Stati regionali in Italia
- ho quindi organizzato due tipologie di gruppi:

  • "gruppi esperti": 5 gruppi da 4 membri dove gli alunni studiano l'approfondimento assegnato
  • "gruppi casa": 4 gruppi da 5 membri, ognuno dei quali appartenente a un diverso "gruppo esperto"
Nella formazione dei "gruppi esperti" ho tenuto conto che alcuni argomenti erano più semplici di altri (per esempio la peste o la Guerra dei cent'anni dove affascinante era la figura di Giovanna D'Arco);

- ho spiegato ai ragazzi come funzionava il jigsaw e ho comunicato i gruppi;
- ho cominciato a far lavorare il "gruppo esperti" con la guida di una consegna specifica (2 ore); per casa ogni singolo "esperto" doveva prepararsi bene per l'esposizione ai compagni del "gruppo casa", creando anche una propria mappa o uno schema di supporto per la spiegazione;
- la lezione successiva (3 ore), ho lasciato una mezzoretta ai "gruppi esperti" per ripassare insieme e confrontare i propri materiali (c'erano state anche delle persone assenti la volta precedente che avevano dovuto recuperare, inoltre in questa sede ho mostrato i brevi video di sintesi della Zanichelli perché nella lezione precedente erano sopraggiunti problemi tecnici), poi ho dato il via al lavoro dentro i "gruppi casa": all'interno di essi, chi spiegava doveva cercare di essere il più chiaro possibile e far sì che tutti i suoi compagni prendessero appunti, mentre gli altri alla fine dell'esposizione dovevano concordare con lui una valutazione utlizzando questa rubrica valutativa. Naturalmente, le valutazioni sono state consegnate all'insegnante;
- siccome mi ero accorta che non tutti gli argomenti erano stati perfettamente compresi da tutti gli "esperti" e c'erano stati dei fraintendimenti, ho dedicato un'ulteriore ora per il chiarimento dei dubbi con l'aiuto dei gruppi "esperti", i quali venivano a turno interrogati da tutti gli altri compagni (ma stavolta erano tutti insieme a disposizione dell'intera classe e non uno per ogni singolo "gruppo casa") e se necessario supportati dall'insegnante;
- come attività valutativa finale, inizialmente avevo previsto la somministrazione di un test su tutti gli argomenti per testare le conoscenze, ma poi, considerando che avevo avuto sufficienti strumenti valutativi e che era ormai fine maggio e i ragazzi erano stanchi per una verifica tradizionale, ho provato qualcosa di un po' più divertente e stimolante per loro. Ho rimescolato tutti i gruppi e ho assegnato ai nuovi gruppi la predisposizione di una scenetta riguardante uno dei cinque argomenti che nessuno dei membri del gruppo aveva studiato in qualità di "esperto". La consegna era questa. Al termine di ogni scenetta, i compagni la valutavano tenendo conto del rispetto della consegna, della chiarezza e correttezza delle informazioni, della completezza, dell'originalità e creatività. Tempo impiegato: 2 ore.

TEMPO EFFETTIVAMENTE IMPIEGATO: 9 ore. Le lezioni sono state concentrate in una settimana, per rendere il lavoro intensivo.

OSSERVAZIONI E RISULTATI:
L'attività è risultata molto gradita ai ragazzini: in un feedback conclusivo, mi hanno elencato tutti i punti di forza, a loro avviso, di un lavoro come questo:
- i gruppi esperti, lavorando insieme su diverse tipologie di materiali, hanno compreso meglio i concetti;
- le spiegazioni sono avvenute entro piccoli gruppi, quindi era più semplice seguirle rispetto alla lezione frontale "in plenaria" dell'insegnante;
- non era un'unica grande spiegazione, ma tante piccole "sottospiegazioni" assegnate ad alunni diversi;
- ogni singolo alunno ha potuto prendersi il proprio spazio per spiegare agli altri il proprio argomento senza rischiare di venire interrotto dal saccentone di turno che spesso in classe ruba la parola al più piccolo cenno di insicurezza;
- ognuno si sentiva responsabile nei confronti degli altri membri del "gruppo casa": c'era chi era tutto agitato e aveva veramente ripetuto tanto anche a casa!
- l'attività è stata divertente e piacevole, in particolar modo le scenette finali.

Queste le osservazioni dei ragazzi, che mi hanno chiesto di ripetere l'esperienza. Io aggiungo che ho notato che l'attività ha favorito l'integrazione: persino un alunno seguito dall'insegnante di sostegno con gravi problematiche di comunicazione e relazione coi pari è riuscito (tramite differenziazione dei materiali e uso di mappe concettuali) ad apportare il proprio contributo. Naturalmente, questo risultato dipende da vari fattori: ho usato il cooperative learning tutto l'anno, quindi non è stato il miracolo di un singolo esperimento! E poi la classe è veramente aperta all'inclusione e ha sottolineato più volte i progressi del ragazzino come quelli di altri in classe.

Devo dire che ho avuto diversi strumenti di valutazione, naturalmente non "matematici", ma comunque utili:
- osservazione dei ragazzi mentre lavoravano in gruppo
- valutazione e autovalutazione tra pari
- momento di "interrogazione" dei compagni ai gruppi esperti (e lì si è visto chi padroneggiava bene il proprio approfondimento e anche, tra i compagni, chi faceva domande mirate perché aveva compreso e studiato in generale tutto l'argomento)
- prodotto finale della scenetta.

E' mancato un momento di verifica finale più oggettiva (a mo' di quiz su tutto), ma i ragazzi che se l'aspettavano avevano comunque studiato e io all'ultimo, avendo notato con quale motivazione ed entusiasmo si erano adoperati in ogni fase dell'unità di apprendimento (circa metà classe aveva persino preparato delle mappe concettuali non solo per sé ma anche per i compagni del "gruppo casa"! Si sono proprio calati nella parte dell'insegnante!), ho deciso di graziarli e di proporre un'attività meno pesante. Certo, so chi ha acquisito di più e chi un po' meno, ma quel che conta è la voglia di imparare, l'impegno, l'energia profusa per altro utilizzando strategie e strumenti per lo studio in autonomia, più che la misurazione di quante nozioni avevano incamerato. Per altre unità di apprendimento ho voluto misurare, non è che non l'abbia mai fatto, ma stavolta ho resistito alla tentazione!

Altra osservazione doverosa: io posso contare sul tempo prolungato e quindi su 12 ore alla settimana di Lettere. Chiaro che quelle due ore in più sono preziose, ma se ci si organizza si può lavorare sul cooperative learning anche in un tempo normale. A mio parere bisognerebbe superare l'eccessivo frazionamento orario e lavorare per unità di apprendimento settimanali: per intenderci, se avessi scelto di portare avanti per due ore alla settimana questa unità di apprendimento, non l'avrei ancora finita! Ho scelto di interrompere italiano e geografia per una settimana per dedicarmi solo a storia.
Questo modo di organizzare l'orario scolastico secondo me è vincente, anche se fa un po' paura, perché uno teme di rimanere indietro...

Mi piacerebbe avere un riscontro da parte degli altri insegnanti su un'attività come questa. Spero di riuscire a leggere qualche commento nel blog!